L’AQUILA – “Recentemente l’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise ha tolto dalla carta il sentiero v9 a Bisegna San Sebastiano, che porta a Rosa Pinnola e poi da lì si arriva a Villalago. Per la precisione, risulta cancellato il tratto di v9 che va dai prati del lupo a sotto la Rosa Pinnola e poi da lì al Festo, sotto i Monti Preziosi”. Lo afferma in un intervento rivolto al sindaco di Bisegna l’Associazione Tutela escursionisti e alpinisti Ates tramite Pierpaolo Mori.
“I legami storici tra Villalago e Bisegna San Sebastiano sono fortissimi”, si legge nella nota, ” Villalago San Domenico, sopra l’attuale lago, c’era un importante Monastero, che dipendeva direttamente da Montecassino. Ed uno dei monasteri suoi subalterni era a San Sebastiano, probabilmente vicino al fiume. I legami erano molto stretti tra la valle del Sagittario e quella del Giovenco, c’erano i matrimoni tra una valle e l’altra, ci si scambiavano le merci. E tutto passava dai sentieri. Il sentiero da San Domenico a San Sebastiano scendeva dritto dal valico, l’attuale v8. Chi da Bisegna andava a Villalago, o viceversa, probabilmente avrebbe fatto l’attuale v9, che l’Ente Parco ha cancellato”.
“Così ha cancellato la storia, i legami, di Bisegna San Sebastiano. Se un sentiero non è più segnato sulle carte con l’attuale regolamentazione dell’Ente Parco (da agosto 2020), diventa vietato, non lo si può più percorrere, esso è destinato a morire. Già con lo scarso utilizzo il sentiero era andato sparendo. Vietandolo ne sparirà pure il ricordo, e finirà il legame tra Bisegna e Villalago.
Inoltre quel sentiero era indispensabile per poter salire sulla Rosa Pinnola e sul Monte Argatone, da Bisegna. Così l’Ente Parco impedisce agli escursionisti di vetta, sciescursionisti e scialpinisti non solo di salire all’Argatone e alla Rosa Pinnola dai prati ma anche di raggiungere con il sentiero v9 il versante del Sagittario, che è un territorio libero dal Parco, e poi salire sulle cime passando dal territorio libero.
E tutto questo è passato sotto silenzio. Si fanno convegni per ogni minima sciocchezza, nell’Ente Parco ci sono i maggiori esperti mondiali di convegni, eppure per una cosa talmente importante come cancellare un sentiero, tutto silenzio”.
“E l’Amministrazione comunale di Bisegna San Sebastiano” prosegue la nota, “cosa ha fatto, per protestare mentre dall’Ente Parco cancellavano la storia e i legami del paese con il Sagittario? Ed inoltre impedendo agli appassionati della natura e della montagna di andare da Bisegna alla Rosa Pinnola e all’Argatone, si scoraggia queste attività. Quelle sono le uniche mete interessanti da questo punto di vista per la valle del Giovenco, e l’Ente Parco le vieta. Fine delle prospettive turistiche per escursionismo di vetta, sciescursionismo, scialpinismo.
E poi non ci sono state le approfondite, pubbliche, dibattute giustificazioni scientifiche che sarebbero state necessarie per un fatto così importante e grave come cancellare un sentiero, la storia, i legami, le prospettive turistiche di un paese.
E mentre da una parte si vieta Monte Rosa Pinnola e Monte Argatone agli escursionisti, agli sciescursionisti, agli scialpinisti, poi l’Ente Parco autorizza e pubblicizza un nuovo ristorantino alberghetto ricavato dalla trasformazione di uno stazzo abbandonato da decenni in una delle aree più remote, selvagge, integre, preziose, del Parco. E per raggiungerlo si passa proprio sotto il sentiero che e’ stato cancellato, nella valle di Fonte Appia. Dove c’era il regno degli animali selvatici ora c’è un ristorantino alberghetto, via vai di umani diurno, crepuscolare e notturno, odori di cucina, suoni, voci, odori vari, una grande quantità di escrementi umani. Si è andati ad invadere come umani l’ultimo ed ormai unico e disperato rifugio degli orsi: il buio e la notte.
E contemporaneamente, mentre l’Ente Parco cancellava, in silenzio, il sentiero v9 di Bisegna San Sebastiano, veniva creato un nuovo sentiero a Monte Turchio, il t3, che accontenta gli escursionisti di Pescasseroli e Gioia. Due pesi e due misure. Quale coerenza, quale equità? E l’Amministrazione comunale di Bisegna San Sebastiano cosa fa?”.
“Un territorio e una popolazione in cui non ci sono giustificazioni forti per i divieti” conclude l’intervento, “non c’è equità, non c’è coerenza nelle norme, non è più uno Stato di diritto, ma diventa una Satrapia”.






