AVEZZANO – “Lascio la Lega perché non condivido più il suo progetto politico, come non ho condiviso la mancata candidatura alle elezioni politiche delle persone più moderate, preferendo quelle invece vicine alla politica dell’attuale segretario federale. Non mi riconosco in una Lega che non accoglie i moderati, che non affronta i temi davvero importati, continuando a parlare solo di alcuni aspetti, pur importanti, come quello dei migranti e dei centri di accoglienza”.
Così nella sala conferenze del Comune di Avezzano, Tiziano Genovesi, candidato sindaco alle ultime elezioni di Avezzano, motiva il suo addio alla Lega, di cui era segretario provinciale.
Intanto il segretario regionale, deputato e ricandidato capolista al proporzionale alla Camera, Luigi D’Eramo, torna ad incalzare sulla mancanza di sicurezza nella Marsica e ad Avezzano
L’uscita di Genovesi, nel territorio marsicano fa seguito a quello del consigliere regionale Simone Angelosante, ex sindaco di Ovindoli, ora in Valore Abruzzo, e del consigliere comunale di Avezzano, Alfredo Mascigrande. Ora con l’uscita di Genovesi la Lega non ha più rappresentanti in consiglio comunale di Avezzano.
Al posto di Genovesi, nel ruolo di nuovo coordinatore provinciale dell’Aquila, è andata Eliana Morgante, insegnante e consigliere comunale di Celano, presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu) della provincia dell’Aquila,
“Auguriamo a Tiziano le migliori fortune umane e politiche e lo ringraziamo per il lavoro svolto in questi anni per il partito”, aveva commentato laconicamente D’Eramo.
Ha detto dunque Genovesi: “pur stimando per molti aspetti l’onorevole Luigi D’Eramo, come ho sempre ribadito, non sono un ‘uomo di D’Eramo’ e non devo sottostare ad alcun ‘diktat degli aquilani’. Al contrario, ho creduto in questi anni in un progetto politico che va oltre i territori e oltre i campanilismi e finché c’è stato il rispetto delle autonomie e dei ruoli, pur dovendo mediare alcune posizioni, siamo sempre riusciti a raggiungere una linea comune. Da mesi tuttavia quella unità di intenti è stata persa, lasciando spazio a personalismi che nulla hanno a che vedere con il bene dei cittadini – ha precisato Genovesi – La linea politica fatta di programmi, idee e progetti che avevamo deciso di perseguire in modo corale è stata spazzata via ed è passato invece l’indirizzo di qualche coordinatore locale che ha iniziato a sfruttare la politica solo per alchimie elettorali”.
Genovesi ha poi precisato di aver fatto “i salti mortali” per riuscire a mantenere intatti gli equilibri e per evitare che diversi rappresentanti e amministratori lasciassero il partito e proprio per questo “la diaspora che c’è stata non può essere ascrivibile a responsabilità personali, ma alla politica delle epurazioni che si sta seguendo”.
Genovesi ha poi aggiunto: “Questo fenomeno è lo stesso che sto combattendo con forza all’interno dell’amministrazione comunale di Avezzano, guidata dal sindaco sospeso Gianni Di Pangrazio. Non mi appartiene ‘la politica dell’accordo elettorale’ e non potevo restare inerme di fronte a questa situazione: da mesi stiamo guardando un coordinatore cittadino che non lavora per la città, che non ha proposto nulla in termini di azioni da tradurre in atti, ma che al contrario ha passato le ultime settimane a corteggiare politicamente consiglieri di Avezzano con l’intento di farli entrare nel Carroccio, sfruttando ‘accordi di poltrone’.
Il riferimento è al segretario cittadino Giancarlo Cipollone. “Sul tavolo sono stati posti una candidatura a sindaco alle prossime amministrative e il sostegno alle elezioni regionali del 2023 da parte di alcuni gruppi all’interno della Lega”.
“È proprio questa la politica di cui non voglio far parte e contro la quale ho sempre lottato. In questo momento così delicato per gli abruzzesi, così come per tutti gli italiani, alle prese con un rincaro smisurato delle bollette che rischia di fermare l’intera nazione, credo che pensare alle poltrone e non a strategie che risolvano i problemi reali dei territori sia davvero folle: ai cittadini servono fatti e azioni e non una politica delle alchimie elettorali”, ha proseguito.
Genovesi, ha poi spiegato che cosa è cambiato nell’ultimo periodo: “Fino a un certo momento sono riuscito ad evitare che si scadesse nel mero poltronificio, ma poi non ho avuto più il potere di dare indicazioni, evidentemente scomode – ha dichiarato ancora – Mi auguro in ogni modo che si continui a lavorare con serietà, evitando di scadere proprio in quella vecchia politica che abbiamo tanto provato a eradicare. Quella stessa lotta ci ha portato ad essere il primo partito della città ad Avezzano, ci ha portati a sfiorare la vittoria alle scorse comunali, confermando che è proprio quella la politica che piace alla gente, che ci aveva premiato. Personalmente sento di non voler tradire l’elettorato, qualcuno potrebbe pensare che si tratti di ‘autismo politico’, ma al contrario si tratta di rispetto per gli elettori, per le oltre settemila persone che hanno deciso di dare fiducia a quel progetto politico, manifestando la voglia di cambiamento in questa città. Non permetto a nessuno di snaturare la mia figura politica, che può piacere o non piacere, ma resta la stessa e non muta in modo camaleontico”.
A seguire le dichiarazioni di D’Eramo sula sicurezza: “Potenziamento degli organici delle forze dell’ordine e investimenti per dotarle di strumenti che contrastino efficacemente la criminalità, potenziamento degli impianti di videosorveglianza non solo nelle città ma su tutti i territori. Rimpatrio immediato dei delinquenti, stop a sbarchi e a immigrazione incontrollata”, le sue priorità.
“Un ragazzino aggredito in pieno centro all’ora dell’aperitivo davanti a decine di famiglie. Una minorenne costretta a vedere un uomo che si tocca le parti intime a Ferragosto, al Pratone della Madonna di Pietraquaria. Risse in piena notte, tra decine di extracomunitari. Scorribande notturne con furti e danneggiamenti ai danni di esercenti e cittadini”, sottolinea il deputato del Carroccio, “e il dato più allarmante è che in molti alla fine nemmeno denunciano più alle forze dell’ordine, che arrancano per via delle numerose richieste che arrivano da un lato all’altro della Marsica, in contemporanea. È un quadro preoccupante quello che mina la sicurezza dell’intero territorio Marsica, in particolare Avezzano, dove ormai si assiste a un collasso della classe politica che già in campagna elettorale il nostro partito aveva denunciato e preannunciato”.
“È il momento di restituire il diritto ai cittadini di sentirsi sicuri nelle loro città”, va avanti, “il nodo sicurezza, da sempre cavallo di battaglia del nostro partito, nella Marsica da troppo tempo è lasciato a un lassismo che ha portato a una situazione al limite, che rischia ora di esplodere. Il rischio è quello di far venire meno nei cittadini la fiducia nei confronti delle istituzioni. Non si può lasciare una città come Avezzano, Capoluogo della Marsica, allo sbando. Non più sicura per chi ci vive, sotto assedio di bivacchi, spacciatori e immigrati irregolari, senza fissa dimora, a volte anche molto pericolosi”.
“La politica deve fare di più, bisogna iniziare a dare risposte concrete ai cittadini per bene”, conclude D’Eramo, “con il confronto con le istituzioni competenti, con incontri con i vertici delle forze dell’ordine, a cui ogni giorno va il ringraziamento per quello che fanno sui territori, con il Prefetto, punto di riferimento della nostra comunità, al quale va chiesto un intervento che ridia dignità ad Avezzano e alla Marsica”.






