L’AQUILA – “La sanità è un diritto sancito dalla costituzione e quella pubblica italiana è stata un fiore all’occhiello. Accade oggi però che l’ospedale dell’Aquila, per anni eccellenza nazionale perde competitività e qualità del servizio. Questo accade perché si prosegue nella politica dei tagli, infermieri e medici sono costretti a turni massacranti per mancanza di personale. La colpa, inutile girarci intorno, è in primis del direttore generale nominato dal centro-destra, dell’assessore regionale della Salute, Nicoletta Veri, ed anche del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che presiede il comitato ristretto dei sindaci”.
Il duro attacco arriva da Alfonso D’Alfonso coordinatore regionale di Demos, che corre con una sua lista alle elezioni comunali dell’Aquila del 12 giugno nella coalizione del centrosinistra della candidata sindaca Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico.
Ieri a sostenere Demos è venuto a L’Aquila l’europarlamentare e medico Pietro Bartolo, per anni responsabile del presidio sanitario di Lampedusa. Al suo fianco l’ex sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, medico anche lui.
“Bartolo ci ha fatto toccare con mano – spiega D’Alfonso -, la realtà vera di quello che accade nella sponda meridionale del Mediterraneo, il dramma dell’immigrazione, i tanti, troppi morti in mare, lo strazio dei corpi torturati nelle prigioni libiche, di persone in fuga dalle guerre e dalla povertà. Ci ha raccontato di come vengono violentemente respinti al confine polacco, dove pure sono accolti 3 milioni di ucraini, i profughi dell’Afghanistan, vittime anche loro di una guerra provocata dall’Occidente. Tutto questo ci deve far riflettere: noi e l’Europa dobbiamo cambiare passo e metodo”.
L’INTERVISTA






