CHIETI – Alla vigilia del Vinitaly di Verona, il mondo abruzzese del vino è molto frizzante e c’è più fermento tra i produttori, anziché prodotto. Tra fine aprile e inizi di maggio, il Consorzio di tutela vini d’Abruzzo, che riunisce 400 aziende vinicole, dovrà infatti procedere all’elezione del nuovo consiglio di amministrazione, composto di 15 membri, che poi eleggeranno il nuovo presidente. che dovrà succedere a Valentino Di Campli, che ha già fatto due mandati

E’ stata la testata on line Virtù quotidiane a rivelare lo scenario assai conflittuale per la corsa alla presidenza, dopo che il 31 marzo si è riunito il Consiglio di amministrazione, durante il quale è stata data lettura della lista di candidati ammessi all’elezione, che però restano secretati.

Da quanto in ogni modo è trapelato, in pole position ci sarebbe il “vinosofo” Franco D’Eusanio, di Nocciano, in provincia di Pescara, che ha il sostegno della Cantina Tollo, dell’omonimo comune in provincia di Chieti, guidata da Tonino Verna, che è stato presidente del Consorzio prima di Di Campli.

Secondo quanto si è appreso, nei sondaggi fatti tra i soci vedrebbero questa cordata nettamente favorita. Ad esprimere la presidenza è stato del resto sempre la provincia di Chieti, dove si concentra la maggior parte degli operatori del vino, e dunque degli elettori. E a farla da padroni sono state finora le cantine Citra di Ortona, che ha appoggiato in questi anni Di Campli, e la cantina Tollo.

Ma come rivela oggi sempre Virtù quotidiane, altro nome in campo che potrebbe avere la meglio  è Nicola Dragani, enologo, consulente di diverse cantine abruzzesi e marchigiane, ex presidente di Assoenologi Abruzzo e Molise, che può contare sull’appoggio di una cordata di aziende non solo produttrici  ma anche di imbottigliatori.

In corsa per il territorio teramano, è poi Alessandro Nicodemi, vice presidente del Consorzio, in passato presidente del Consorzio Colline Teramane Docg.

C’è poi Nicola D’Auria presidente del Movimento Turismo del Vino nazionale, e Antonio Marascia, presidente di Cantina Miglianico e membro dell’attuale Cda del Consorzio.

Infine Di Campli che potrebbe puntare al tris, ma non godrebbe più dell’appoggio della Citra di Ortona.

Il peso elettorale è ponderato sulla quantità di uva raccolta, di vino e di bottiglie prodotte e dunque questo favorisce le cooperative, rispetto alle aziende private e gli imbottigliatori.