L’AQUILA – “Le proiezioni riguardanti il costo dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25, contenute nel piano economico finanziario, presentato dal commissario Sergio Fiorentino alla società Strada dei parchi e al Ministero, sono improponibili e inaccettabili per i cittadini abruzzesi”.
Lo scrive in una nota il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in merito al rincaro delle tariffe del 375% entro il 2030 e un aumento costante del 15,81% ogni anno, a partire già da quello in corso, secondo quanto previsto dal Piano economico finanziario, Pef, inviato dal concessionario delle due autostrade, cioè la società Strada dei parchi, agli organi del Governo per la sua approvazione.

Secondo il piano, ad esempio, per la tratta Chieti/Pescara-Roma, si passerebbe da 19,40 euro a 92,14 euro nel 2030. Già nei prossimi mesi invece l’aumento dovrebbe essere del 15%, con la tariffa che passerà a 22,46 euro.
“Con un ritardo di due anni viene proposto un Pef con alla base una serie di vincoli rispetto alla durata e agli investimenti, imposti dal Ministero, che produce questo risultato assurdo – osserva Marsilio – Il Ministero deve quindi assumere una decisione che invece continua a rinviare”.
“Siamo stanchi di tavoli e di rinvii, ancora una volta arriviamo in prossimità della scadenza della sospensione dell’incremento dei pedaggi senza che nessuno abbia per tempo sciolto questo nodo. Nel frattempo ci arriva una proposta di Pef irricevibile: è ora di dire basta a questo balletto, il Governo deve chiudere la partita sulla A24 e A25 in maniera chiara, restituendo certezza all’Abruzzo, garantendo un’autostrada sicura, percorribile ed economica”, conclude Marsilio.
Intorno alla vicenda della messa in sicurezza di A24 e A25 si registra da anni uno stallo che ha generato un contenzioso tra Sdp, SpA del gruppo abruzzese Toto, e il Ministero.
Il commissario Fiorentino, avvocato dello Stato, nominato dal Consiglio di Stato, è incaricato di varare il nuovo piano, in base alla sentenza che ha sancito l’inadempienza dell’allora ministero per le Infrastrutture e Trasporti, ora delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (Mims).
Il 23 marzo scorso la nomina dell’avvocato dello Stato Marco Corsini, altro commissario per la messa in sicurezza sismica, in sostituzione di Maurizio Gentile, ingegnere di Sulmona (L’Aquila), ex presidente ed ad di Rfi, che si è dimesso nei mesi scorsi rimanendo in sella fino al 15 marzo.
La nomina fatta dal Governo rientra nel decreto sblocca cantieri e mira in questo caso a sbloccare i lavori di un mega piano di messa in sicurezza sismica delle tratte autostradali prevista, alla luce del terremoto dell’Aquila del 2009, nella legge di stabilità del 2012 nella quale le A24 e A25 vengono considerate arterie strategiche in caso di calamità naturali.
Gentile aveva presentato un piano di circa 6,2 miliardi di euro, di cui 4 coperti dallo stato e 2 dal concessionario: progetto bloccato insieme al nuovo piano economico finanziario (Pef) del concessionario Sdp scaduto nel 2012, che ha competenze anche i pedaggi, sterilizzanti da anni e fino a giugno per evitare un aumento di circa il 30 per cento.
Sulla vicenda c’è anche un terzo commissario governativo, Corrado Gisonni, per la messa in sicurezza dell’acquifero del tunnel del Gran Sasso in cui insistono le autostrade, la Ruzzo Spa, che gestisce il ciclo idrico del Teramano, e i laboratori di fisica nucleare, tutti sotto processo con l’accusa di inquinamento.







