ROMA – “Il numero dei tamponi mensili si è ridotto notevolmente da dicembre a marzo a circa un quinto. Due sono le cause. La prima è il sempre maggior disinteresse all’infezione virale, a causa del fatto che le mutazioni Omicron, che ormai rappresentano il 100% dei contagi, sono affezioni del tutto benigne e determinano, nei sintomatici, circa la metà dei portatori, esclusivamente una tracheofaringite, febbre transitoria e cefalea. La seconda è legata al fatto che oramai il Green Pass, sempre meno controllato negli esercizi, lo posseggono quasi tutti”.

Lo afferma Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di ricerche Altamedica.

“Conseguentemente, alla riduzione dello screening con i tamponi, un cospicuo numero di soggetti contagiosi – prosegue – infettano largamente. A questo punto molti sintomatici eseguono il tampone e il numero dei contagiati risale”.

“Attenzione, però – sottolinea Giorlandino – da quel che riferiscono i soggetti intervistati nei nostri centri, risulta che, tra le loro conoscenze ben pochi si sottopongono al tampone, anche se sospettano di essere positivi. Questo perché oramai, si rifugge dal controllo temendo più la quarantena dell’infezione”.