L’AQUILA – “Domenica scorsa, insieme a mia moglie, ho fatto, dopo tanti anni, una passeggiata lungo la statale Marsico-Vestina, direzione L’Aquila. Siamo arrivati all’altezza di Via Pedata di Bove, tratto residuo della secolare strada che collegava la vestina Forcona alla neonata città di L’Aquila. Con sorpresa abbiamo notato che è stata ridenominata a Via Ponticello. È pacifico che il Comune sia legittimato a denominare e a ridenominare, con regolare e motivata delibera, tutte le strade di propria competenza. È, però, altrettanto pacifico, che non sia legittimato a cancellare le secolari tradizioni.
A segnalarlo il signor Gabriele “Lino” Nardis.
“Il nome Pedata di Bove – spiega infatti Nardis – ha origine nel 1413 ed è strettamente connesso al trasferimento della sede vescovile da Civitas Sancti Maximi, già Furconium, alla nuova città di Aquila. Com’è noto, o almeno dovrebbe essere, la sede vescovile, prima di essere trasferita all’Aquila nel 1257 era a Forcona, l’odierna Civita di Bagno, dove sono visibili gli imponenti resti dell’antica cattedrale paleocristiana, nella quale erano custoditi e venerati i corpi di S.Massimo e S.Raniero. Nel 1413 ne fu deciso il trasferimento all’Aquila. Le pesanti bare contenenti i corpi dei due Santi furono caricate su due carri trainati da buoi che presero la strada per Aquila. Secondo la tradizione, i due carri, dopo aver percorso circa un chilometro dalla cattedrale, giunsero presso un enorme masso posto al margine della strada”.
“Il primo carro, con le spoglie di S.Massimo, proseguì speditamente verso la città, il secondo, con il corpo di S.Raniero, si bloccò perché un bue poggiò una zampa contro il masso e non ci fu verso di farlo proseguire. La spinta fu tale che sul masso rimase impressa l’impronta dello zoccolo, da cui la denominazione ‘pedata di bove’. Fu giocoforza tornare a Forcona. Quello che più sconcerta è che l’enorme masso è stato rimosso dall’originaria posizione, ribaltato ed arretrato di qualche metro rendendo, così, invisibile l’impronta dello zoccolo. Lo storico masso, nell’indifferenza generale, ha perso ogni sua caratteristica, essendo ricoperto da terriccio, arbusti vari ed altro. Il secolare nome Via Pedata di Bove fu riconfermato con deliberazione n°986 del 13/3/1878 del consiglio comunale di Bagno, presieduto dal sindaco Berardino Pietramico. La strada «Ponticello» ha tutt’altra storia che non è qui il caso di evocare e non ha alcuna attinenza con Pedata di Bove. È auspicabile il ripristino dei luoghi e dell’originaria denominazione. Ringrazio per l’ospitalità e distintamente saluto”.





