L’AQUILA – Da oggi e fino alla cessazione dello stato di emergenza prevista per ora al 31 marzo 2022 si amplia l’uso del Super Green Pass a moltissime delle attività di cui finora si poteva usufruire sottoponendosi a un tampone.
Per il momento la validità del Super Green Pass è di nove mesi. Dal primo di febbraio, invece, la durata sarà ridotta a sei mesi. La motivazione del taglio sta nel fatto che la protezione dei vaccini scende nel tempo e dunque vanno fatti dei richiami periodici.
Bisogna essere dotati di super green pass ovvero essersi vaccinati oppure essere guariti: per salire su tutti i mezzi di trasporto pubblico (treni, aerei, tram, metro, bus); alberghi e strutture ricettive; feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose (battesimi, comunioni, matrimoni); sagre e fiere; convegni; congressi; ristoranti all’aperto; impianti di sci; sport di squadra anche all’aperto (come il calcetto); centri culturali e ricreativi per le attività all’aperto.
Chi ha più di 50 anni dal 15 febbraio potrà accedere al proprio posto di lavoro solo con il Super Green pass. Chi non si presenterà al lavoro per più di 5 giorni non potrà essere licenziato ma sarà sospeso dalla retribuzione e potrà essere sostituito in via provvisoria.
La stretta ulteriore arriva a pochi giorni dal giro di vite contenuto nel decreto festività approvato nel Consiglio dei ministri del 24 dicembre che ha esteso l’obbligo del Super green pass anche a: musei, piscine e centri benessere al chiuso, palestre, centri termali e parchi divertimento, centri culturali e ricreativi al chiuso, sale gioco, sale bingo e casinò.
Insomma il certificato verde rafforzato introdotto a fine novembre e previsto inizialmente solo per entrare in ristoranti e bar al chiuso, teatri, cinema, sale concerto, stadi, feste e cerimonie pubbliche, e discoteche, è stato esteso nel giro di un mese a quasi tutte le attività sociali.
Da oggi scatta un’altra grossa novità: sarà possibile prenotarsi per la terza dose a distanza di soli 4 mesi (e non più 5) dalla seconda somministrazione. Questo provvedimento dovrebbe aumentare la percentuale di italiani protetti con il richiamo che ormai sfiora il 40% della popolazione totale, una quota leggermente superiore a quella di Francia e Spagna.. A ieri, infatti, erano state somministrate in Italia 23.050.901 terze dosi.





