PESCARA – Sono 19 i nuovi casi di Coronavirus registrati in Abruzzo nelle ultime ore, di età compresa tra 2 e 91 anni, emersi dall’analisi di 906 tamponi molecolari e 5.388 test antigenici: il tasso di positività è pari allo 0.30%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 83.768.
Il bilancio dei pazienti deceduti registra un nuovo caso: si tratta di un 79enne della provincia di Teramo. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 78.848 dimessi/guariti (+62 rispetto a ieri).
73 pazienti (+5 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 7 (invariato rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 2.274 (-51 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Del totale dei casi positivi, 21.524 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+9 rispetto a ieri), 21.188 in provincia di Chieti (-2 per riallineamento), 19.943 in provincia di Pescara (+4), 20.303 in provincia di Teramo (+5), 682 fuori regione (+1) e 128 (invariato) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 2.354 (-46 rispetto a ieri). Nel totale sono ricompresi anche 549 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche.
VERÌ: “NESSUN RITARDO IN ABRUZZO SULLE TERZE DOSI”
“Non c’è alcun rallentamento in Abruzzo nella somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid 19. Il dato generale è inferiore alla media nazionale semplicemente perché nella nostra regione la prima fase della vaccinazione ha riguardato fasce della popolazione più ampie, che oggi non possono ancora accedere alla prenotazione della dose booster in quanto non hanno compiuto i 60 anni”.
Lo precisa l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì.
“La scorsa primavera, prima dell’introduzione del sistema legato alle classi di età – spiega la Verì – in Abruzzo abbiamo consentito la vaccinazione a tutti coloro che avessero un codice di esenzione per patologia cronica, ai caregiver e ai familiari dei disabili gravi, a tutti gli operatori dei servizi scolastici (compresi addetti a mense, pulizie e trasporto), a figure professionali che gravitano nel mondo sanitario (informatori scientifici, ottici, audioprotesisti e audiometristi). Gran parte di questi nostri concittadini ha meno di 60 anni di età e dunque oggi non può prenotare la somministrazione della terza dose, a meno che non rientri nella categoria degli ultrafragili, nella quale è ricompreso un numero limitatissimo di patologie. A questa platea rilevante, vanno inoltre aggiunti gli abruzzesi di età compresa tra 60 e 80 anni non titolari di esenzione per patologia, per i quali non sono ancora trascorsi i 6 mesi dalla somministrazione della seconda dose”.
La Verì puntualizza come il piano vaccinale della Regione Abruzzo abbia dimostrato la sua efficacia nel raggiungere i target di copertura fissati dal Governo.
“E non era affatto scontato – conclude – perché nelle statistiche complessive siamo stati spesso penalizzati da una variabile che incide in negativo sulle classificazioni, come l’alto numero di residenti all’estero che si registra in molte aree della nostra regione, che magari si sono vaccinati nei Paesi dove vivono abitualmente, ma che per l’anagrafe vaccinale regionale risultano senza neppure una dose”.






