L’AQUILA – Le aziende con meno di 15 dipendenti potranno sostituire temporaneamente il lavoratore senza green pass. E lo stop allo stipendio scatta fin dal primo giorno in cui il dipendente si presenta sul luogo di lavoro privo del certificato. Sono i primi chiarimenti arrivati da Palazzo Chigi dopo il decreto legge approvato giovedì.

C’è ora un mese di tempo per sciogliere i tanti nodi che il provvedimento consegna alle amministrazioni pubbliche e alle imprese private: dall’incrocio dell’obbligo del Green pass con il ritorno al lavoro in presenza alla difficile organizzazione dei servizi di forze dell’ordine e vigili del fuoco, all’allungamento della validità del tampone molecolare fino a 72 ore contestato dagli esperti. Intanto, c’è stato il via libera dal Consiglio di Stato alla certificazione, la cui richiesta non viola la privacy ed è legittima. Entro lunedì il decreto – dopo la firma del capo dello Stato – sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Con l’introduzione dell’obbligo di certificazione verde che garantisce che tutti i lavoratori siano vaccinati, guariti dal Covid o in possesso di un tampone negativo si sta lavorando anche all’allentamento di alcune restrizioni.

L’idea, trapela dal Governo, è applicare il cosiddetto modello scuola non solo per quanto riguarda il controllo del pass agli statali ma anche all’interno degli uffici pubblici.

Cioè, come già avviene nelle classi della Penisola, derogare al metro di distanza obbligatorio e ai limiti di capienza, a patto che si indossi sempre la mascherina e vi sia un’adeguata aerazione.

Nel merito, si apprende, verrà richiesto «un parere al Comitato tecnico scientifico» per delineare le modalità operative in cui un rientro di questo tipo potrà concretizzarsi. L’intenzione è quella di definire un protocollo del dipartimento della funzione pubblica d’intesa con il Cts. Un elenco di buoni propositi a cui si è già iscritto anche il ministro della Cultura Franceschini chiarendo ieri come per cinema e teatri, la situazione potrebbe cambiare dal 1 ottobre con le sale di nuovo piene o almeno con un allargamento delle capienze, sempre dopo un parere del Cts.