PESCARA – “La gestione dei pazienti Covid, oncologici o affetti da qualunque altra patologia non può finire nella bagarre del campanilismo, ma deve rispondere al principio della solidarietà”.
Così, in una nota, il capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Pescara, Roberto Renzetti, replicando alle affermazioni del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che ha chiesto di concentrare gli 11 malati, attualmente ricoverati in rianimazione nei vari ospedali abruzzesi, nel covid hospital di Pescara, realizzato a tempo di record al costo di 13 milioni di euro, dotato di 224 posti di cui 40 di terapia intensiva, per dislocare il personale in reparti che si occupano di malati ordinari.
“Durante la fase acuta della pandemia – dice Renzetti – il Covid Hospital di Pescara ha solidalmente accolto malati provenienti da ogni parte d’Abruzzo e anche da fuori regione, un’attività straordinaria che comunque non ha bloccato l’erogazione di tutte le altre prestazioni ospedaliere, dagli interventi in sala operatoria, che hanno camminato a pieno ritmo, alle attività ambulatoriali ai ricoveri, sia programmati che d’urgenza. Semmai l’emergenza Covid dovesse tornare ad aggravarsi sono certo la nostra struttura tornerà a garantire la propria disponibilità nei confronti di tutte le altre Asl, ma è altrettanto evidente che oggi la situazione Covid è ancora gestibile e tutte le aziende sanitarie sono chiamate a organizzare i propri servizi per svolgere la propria attività ordinaria, sia nel fronteggiare i nuovi casi Covid sia nel portare avanti le attività ordinarie”.
“Per questa ragione invito il sindaco de L’Aquila Biondi a recuperare la propria serenità perché la Asl aquilana ha le risorse, le professionalità, i mezzi e gli strumenti necessari per svolgere tranquillamente la propria attività, senza necessariamente riversare su Pescara pazienti che peraltro hanno il diritto di essere curati innanzitutto a casa propria e nella propria città, ed è quanto verrà sicuramente ribadito nel corso della riunione convocata sul tema dall’assessore regionale Nicoletta Verì”.
“Il Covid continua a circolare, ne siamo consapevoli, ma fortunatamente grazie alla campagna di vaccinazione e alla maturità raggiunta dai cittadini, la situazione è ancora gestibile ovunque nella nostra regione – sottolinea il capogruppo Renzetti – È vero che sono ripresi i ricoveri in terapia intensiva un po’ ovunque, ma la distribuzione territoriale fa sì che non ci siano reparti al collasso, che è la situazione ideale per garantire una ottima assistenza a tutti i pazienti. E questa dev’essere l’unica preoccupazione per chi amministra, ovvero quella di garantire la salute dei cittadini e la piena funzionalità di tutti i nostri ospedali”.
“Durante le varie ondate della pandemia, tutti i nostri nosocomi e tutte le Asl abruzzesi comunque hanno beneficiato di risorse straordinarie erogate dalla gestione Arcuri, la Asl di Pescara che ha realizzato il Covid Hospital come quella de L’Aquila che ha ottimamente attrezzato come Ospedale Covid la struttura del G8, dunque oggi non è giustificabile ipotizzare di dirottare aprioristicamente tutti i pazienti Covid che si dovessero registrare in Abruzzo su Pescara perché gli altri ospedali devono trattare i malati oncologici, che comunque anche Pescara sta continuando ad assistere in modo ottimale, garantendo interventi chirurgici e terapie, Pescara che peraltro presenta una lista d’attesa rilevante di pazienti che devono subire interventi chirurgici e prestazioni tempo-dipendenti”.
“Dunque, fermo restando il principio di mutua assistenza e solidarietà – ribadisce Renzetti – è fondamentale che il sindaco Biondi, di cui comprendiamo ansie e preoccupazioni, recuperi però la propria serenità amministrativa, consapevole dei mezzi e delle professionalità che operano sul territorio aquilano. Quello che un sindaco deve pretendere dalla propria Asl di riferimento è garantire la salute dei propri cittadini, e non preoccuparsi di trasferire fuori città quelli che hanno contratto il virus del Covid. Sono certo che la riunione convocata dall’assessore Verì sarà utile per fare chiarezza sulla situazione aggiornata di diffusione del virus e sulle possibilità terapeutiche e assistenziali di ciascuna Asl, ciascuna chiamata a svolgere il proprio ruolo e dovere e a organizzare le proprie attività lasciando da parte campanilismi di provincia”.






