ROMA – Sono 5.273 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 3.674.

Sono 54 invece le vittime in un giorno, rispetto alle 24 di ieri.

Dall’inizio della pandemia i casi sono 4.449.606, i morti 128.510. I dimessi e i guariti sono invece 4.191.980, con un incremento di 4.794 rispetto a ieri, mentre gli attuali positivi salgono a 129.116 con un aumento di 420 casi nelle ultime 24 ore.

Sono 238.073 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 74.021. Il tasso di positività è del 2,2%, in calo rispetto al 4,9% di ieri.

Sono 423 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid in Italia, in aumento di 19 unità rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri, secondo i dati del ministero della Salute, sono 49 (ieri erano 32). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.472, con un incremento di 138 unità rispetto a ieri.

SARDEGNA SUPERA SOGLIA PER LE INTENSIVE (11%), SICILIA A 9%

La Sardegna oltrepassa la soglia massima del 10% prevista dai nuovi parametri per le terapie intensive portandosi all’11% (+1%) secondo i dati rilevati dall’Agenas e relativi al 16 agosto. Stabile, invece la Sicilia con un 9% per il tasso di occupazione delle intensive.

Per le due regioni l’incidenza dei contagi su 100 mila abitanti prevista dai parametri a 50, si attesta a livelli superiori rispettivamente a 147,3 e a 140,16. Stabile il Lazio con il 7% per le intensive ed in crescita Friuli Venezia Giulia e Piemonte dell’1% rispettivamente al 4% e al 2%.

Sicilia oltre soglia ricoveri al 16%.Calabria al 14%

E’ la Sicilia a superare oggi per la prima volta la soglia del 15%, prevista dai nuovi parametri, per i ricoveri in area medica non critica. La regione si attesta, infatti, secondo i dati rilevati da Agenas al 16 agosto, al 16% del tasso di occupazione dei reparti con un aumento dell’1%. In rialzo anche il valore della Calabria al 14% (+1%), della Sardegna a 9% (+1%) e della Basilicata al 10% (+1%).

TASSO OCCUPAZIONE INTENSIVE IN ITALIA AL 5%

Sale il tasso di occupazione dei reparti di terapia intensiva in Italia. Secondo le rilevazioni quotidiane dell’Agenas riferite a ieri, infatti, l’Italia si attesta al 5% con un incremento dell’1%. Stabile invece il tasso di occupazione dei reparti che resta al 6%. Tutti e due i parametri ampiamento sotto la soglia prevista rispettivamente del 10% e del 15%. L’incidenza dei contagi in Italia era del 74,34% al 15 agosto.

SINDACATI, “NO A SCELTE UNILATERALI SU MENSE”

Sulla base delle incerte disposizioni governative recenti, in queste ore alcune imprese nazionali e multinazionali stanno procedendo senza confronto con iniziative unilaterali su un punto fondamentale per le lavoratrici ed i lavoratori: il diritto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e l’accesso alle mense. Non accetteremo mai nessuna disparità di trattamento fra luoghi di lavoro e mense”. Così in una nota congiunta Fim Fiom e Uilm sull’uso del green pass nelle mense.

E’ “inaccettabile la mancanza di chiarezza normativa”, dicono, serve “chiarezza”: “il governo agisca subito prima che la situazione diventi incontrollabile”.

“Le mense sono un luogo di lavoro e sono tutelate dai contratti di lavoro”, sottolineano le tute blu di Cgil, Cisl e Uil. “Si leggono comunicati aziendali che impongono o lasciano imporre alle aziende che somministrano cibo nelle mense – sulla scorta di una faq governativa, che non ha valore legislativo – la messa in discussione dell’accesso alle mense per tutti i lavoratori e le lavoratrici”, evidenzia la nota. “Fim Fiom e Uilm condividono l’obiettivo di completare la campagna vaccinale e di continuare a garantire sicurezza nei luoghi di lavoro ma ritengono queste iniziative in contrasto con lo spirito di confronto e partecipazione che durante la prima fase della pandemia ha determinato la scrittura di protocolli nazionali e aziendali utili a ridurre il rischio di contagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro. Il diritto alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro – sottolineano – è imprescindibile; pertanto è necessario continuare a far applicare in modo serio e rigoroso i protocolli esistenti a partire dal distanziamento, l’uso dei dispositivi di protezione e tracciamento. In osservanza dell’indirizzo della comunità scientifica, ma in assenza di provvedimenti legislativi, Fim Fiom e Uilm promuovono una campagna di informazione sulla necessità della vaccinazione per contrastare la pandemia e chiedono l’apertura di un confronto sulle modalità per sostenere e perseguire questo obiettivo con imprese e governo”.

“Riteniamo inaccettabile la mancanza di chiarezza normativa e la confusione generata dalla comunicazione governativa in assenza di provvedimenti chiari, con il rischio di generare contenziosi, discriminazioni, differenze di trattamento su materie cosi delicate. Alle iniziative unilaterali delle imprese – concludono i sindacati – rispondiamo con la contrattazione e con la richiesta di convocare i comitati Covid in ogni azienda, perché non possono essere messi in contrapposizione i diritti ma bisogna trovare soluzioni che riducano al minimo possibile i rischi sui luoghi di lavoro. Il costante tracciamento attraverso i tamponi a carico delle aziende per i lavoratori garantisce il green pass. Per combattere la pandemia abbiamo bisogno di responsabilità collettive e individuali, ma anche di soluzioni che non dividano e discriminino i lavoratori in azienda. Ora è il momento della chiarezza verso le lavoratrici e i lavoratori, il Governo agisca subito prima che la situazione diventi incontrollabile”.