ROMA – L’Abruzzo si prepara da lunedì 7 giugno, con la relativa  insieme ad altre tre regioni, a passare in zona bianca: resteranno in vigore solo le regole comportamentali, tra cui distanziamento e uso delle mascherine, e decadrà il coprifuoco.

Oggi si sono verificati 44 nuovi casi, con il bilancio dei pazienti deceduti che rimane invariato rispetto a ieri.

ll ministro della Salute Roberto Speranza sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia,  ha firmato ieri la nuova ordinanza che andrà in vigore a partire dal 7 giugno. Insieme all’Abruzzo passeranno in zona bianca Liguria, Umbria e Veneto passano in zona bianca.

Del parametri dell’Abruzzo sono del resto da settimane incoraggianti: l’incidenza dei contagi per centomila abitanti è pari a 22 (la soglia da non oltrepassare è 50) e il tasso di occupazione dei posti letto è al 5% per le terapie intensive e all’8% per l’area non critica.

Commenta il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a margine della riunione dell’Unità di Crisi che si è svolta ieri pomeriggio a L’Aquila.

“È un risultato importante, che riconosce l’impegno che la Regione ha messo in campo per combattere la pandemia. Si può dire che il peggio è passato, anche se bisogna continuare a usare tutte le precauzioni del caso. Però si riapre, si riparte in anticipo rispetto al programma nazionale e a tante altre regioni che manifestano ancora un’incidenza peggiore di quella dell’Abruzzo, che è tra le primissime regioni in Italia per numero di vaccinati rispetto alla popolazione residente e per l’utilizzo dei vaccini che ci vengono forniti. Abbiamo iniziato a vaccinare anche i dodicenni, in particolare a Pennapiedimonte, insieme alla vaccinazione massiva dei piccoli centri. Sono segnali positivi e confortanti, che confermano la capacità della Regione ad accelerare il passo per arrivare il più rapidamente possibile all’immunità di gregge”.

REGIONE PRIMA IN ITALIA PER SEQUENZIAMENTO VIRUS

Risulta intanto la migliore in Italia la performance dell’Abruzzo riguardo la genotipizzazione del virus del Covid 19. La media del 6.05% dei casi sequenziati consente in parte di identificare le varianti più contagiose del virus. Lo studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità “Prevalenza e distribuzione delle varianti dei virus Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia” ha messo in evidenza l’importante lavoro che viene svolto nei laboratori abruzzesi. In Italia ben 11 regioni non raggiungono l’1, tre si attestano tra l’1 e il 2, e due tra il 2 e il 3. Dopo l’Abruzzo c’è la Provincia Autonoma di Bolzano con 5.08%, la Sardegna con il 4.05% e l’Umbria con il 3.06%.

Lo studio dell’Iss, ripreso nel report della Fondazione Gimbe, comprende il periodo temporale compreso tra il 28 dicembre 2020 e il 19 maggio scorso. L’importante lavoro in Abruzzo ha permesso di individuare subito le varianti maggiormente virulente e prevenire il diffondersi del virus. “Il sistema sanitario teso a combattere il propagarsi del virus nella nostra regione ha funzionato anche grazie alla capacità di potenziare il sequenziamento. Sono questi risultati che oltre a portarci in zona bianca dalla prossima settimana, così da diventare la quarta regione in Italia a farlo, ci permettono di guardare con maggiore serenità anche al futuro, nella certezza che il sistema di sorveglianza messo in atto può già nell’immediatezza mettere in evidenza possibili campanelli d’allarme permettendo alle strutture sanitarie di attivare repentinamente ogni azione di tutela e lotta al contagio”, ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio che, quanto ai vaccini ha raggiunto che si raggiungerà l’immunità “il prima possibile” e che “dipende tutto dalla fornitura che riceveremo”.

“Abbiamo dimostrato di saper somministrare tutti i vaccini che ci vengono dati – dice – e se ce ne dessero di più faremmo prima e più velocemente. Dipende tutto da questo. Ai ritmi attuali tra Ferragosto e la fine del mese arriveremo all’obiettivo”. Il presidente cita tra l’altro uno studio secondo cui “l’Abruzzo è la terza regione d’Italia per numero di vaccini somministrati in relazione alla popolazione residente”, ha detto.

L’ULTIMO BOLLETTINO

Sono 44 i nuovi casi positivi, di età compresa tra due e 59 anni, registrati nelle ultime 24 ore in Abruzzo su 3.659 tamponi molecolari e 1.570 tamponi antigenici.

di questi, 23 sono stati registrati in provincia dell’Aquila, 12 in provincia di Chieti, quattro in provincia di Pescara e 2 in provincia di Teramo. Un caso proviene da fuori regione.

Nessun decesso registrato mentre i nuovi guariti ammontano a 73.

Sono invece 5.114 gli attualmente positivi (-31 rispetto a ieri), di cui 98 ricoverati in area medica (-7), 11 ricoverati in terapia intensiva (+1) e 5005 in isolamento domiciliare (-25).

 BRUSAFERRO: “LA CURVA STA DECRESCENDO”

“La curva sta decrescendo a livello europeo e il dato italiano mostra anche una decrescita e il numero di caso è in diminuzione. L’incidenza è di 32 casi su 100mila abitanti e tutte le regioni sono sotto il valore di 50 casi su 100mila abitanti”, ha detto il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, alla conferenza stampa al ministero della Salute sull’analisi dei dati del monitoraggio settimanale della Cabina di Regia. Il trend di decrescita “continua a confermarsi”.

Risulta intanto la migliore in Italia la performance dell’Abruzzo riguardo la genotipizzazione del virus del Covid 19. La media del 6.05% dei casi sequenziati consente in parte di identificare le varianti più contagiose del virus. Lo studio pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità “Prevalenza e distribuzione delle varianti dei virus Sars-CoV-2 di interesse per la sanità pubblica in Italia” ha messo in evidenza l’importante lavoro che viene svolto nei laboratori abruzzesi. In Italia ben 11 regioni non raggiungono l’1, tre si attestano tra l’1 e il 2, e due tra il 2 e il 3. Dopo l’Abruzzo c’è la Provincia Autonoma di Bolzano con 5.08%, la Sardegna con il 4.05% e l’Umbria con il 3.06%.