L’AQUILA – “Vedere minorenni ubriachi alle nove di sera, in giro per il centro con in mano bottiglie di birra e bicchieri di superalcolici, fa impressione e rabbia”.
A denunciare una situazione purtroppo straconosciuta sono due cittadine aquilane che di sabato sera, con la movida “riaccesa” e il coprifuoco causa Covid-19 ancora fermo alle 23, raccontano a ad AbruzzoWeb di “aver visto torme di minorenni sia maschi che femmine, a ora di cena, fare su e giù per le vie del centro storico con in mano birre, tra l’altro in bottiglie di vetro, e bicchieri, sempre di vetro, di superalcolici”.
“Qualcuno ha sì tentato di nascondersi nel buio di un vicolo, ma poi ha lasciato per terra la bottiglia di birra, ormai vuota ed ha promesso agli amici che erano ancora impegnati a bere birra di portargli gli ‘shortini’ con chissà quale superalcolico. Forse uno di loro avrà avuto sedici anni, gli altri non superavano i quindici”, continuano le due cittadine, una delle quali madre di una bambina di cinque anni.
“Chi è che gli compra l’alcol? – si chiedono quindi – Fanno da soli perché c’è chi non gli chiede la carta di identità? Oppure c’è un maggiorenne che provvede a rifornirli? E perché se ne vanno in giro con in mano le bottiglie e i bicchieri di vetro, fregandosene del fatto che è vietato? Dove sono le famiglie e gli altri che li devono controllare ed eventualmente punire?”.
“Per fortuna non tutti i giovani crescono in questo modo – concludono – ma è bene stare dietro a chi evidentemente è più debole e può finire nella ‘morsa’ dell’alcol e della droga. Con l’emergenza Covid, il disagio dei più piccoli è aumentato a dismisura ed è un motivo in più per non lasciare solo chi a quattordici o quindici anni si ritrova ubriaco”. (r.s.)





