L’AQUILA – La ripartenza dopo l’emergenza covid-19 dovrà per forza di cose passare per un potenziamento del welfare, ovvero della spesa per sanità, sostegno al reddito, accesso universale ai servizi, per far fronte alla crescita della disoccupazione e dei nuovi poveri.

Da questo punto di vista purtroppo in Abruzzo si dovrà fare uno sforzo ben maggiore rispetto a buona parte delle altre regioni: il base al rapporto “Welfare Italia Index 2020″, della fondazione, di Welfare, Italia”, think tank nato su iniziativa di Unipol Gruppo in collaborazione con The European House-Ambrosetti, l’Abruzzo si piazza al 15 posto su 22 Regioni e Province autonome, con bassa spesa per la sanità pubblica, ed anche quella complementare, per numero di alloggi popolari, part time involontario delle donne, mentre ha dati positivi per la spesa a favore dell’istruzione e della formazione, e per la quota di pensioni complementari.

Il rapporto tiene conto di parametri riguardanti le politiche sociali, la sanità, la previdenza, l’educazione e la formazione. Nella dimensione di input, ovvero indicatori di spesa in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio; e nella dimensione di output, ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socio-economico in cui si inserisce la spesa in welfare.

L’amministrazione territoriale con il Welfare Italia Index più elevato è la Provincia autonoma di Trento (83,4 punti), seguita dalla Provincia autonoma di Bolzano (80,5 punti) e dall’Emilia-Romagna (75,9 punti).

Dal lato opposto del ranking, troviamo la Basilicata (57,3 punti), la Campania (55,6 punti) e la Calabria (55,2 punti).  L’Abruzzo è in bassa classifica con 62 punti.

Emerge con forza dal confronto regionale attraverso l’Indice è la grande differenza di punteggio tra la prima e l’ultima Regione (oltre 28 punti di differenza), e la forte polarizzazione tra Nord e Sud del Paese: le ultime 8 Regioni appartengono all’Italia Meridionale e Insulare.

Per quanto riguarda la spesa sanitaria pubblica ad esempio la Provincia Autonoma di Bolzano,  è a 2.438 euro  pro-capite.

L’Abruzzo è invece a 1.904 euro contro un valore medo nazionale di 1.979 euro. Peggio di tutte la Campania, che si ferma a 1.755 Euro

Sotto la media in Abruzzo anche la spesa sanitaria privata: 413 euro pro capite contro un valore nazionale di 557 euro.

Se la componente di spesa pubblica soffre, anche la spesa privata è sotto il valore mediano nazionale.

Quattordicesima posizione  per l’Abruzzo anche per il tasso di part-time femminile involontario e 17esimo posto per numero di alloggi popolari e in social housing.

Risultati positivi invece si registrano nella spesa pubblica per consumi finali per l’istruzione e la formazione in percentuale del Pil regionale (risultando all’ottavo posto con il 4,2%). Relativamente ai beneficiari da sussidio di disoccupazione Naspi su popolazione 15-64 anni la regione si classifica al quinto posto. La regione si ferma al 15esimo posto per quanto riguarda il tasso di disoccupazione della popolazione con più di 15 anni (11,1%), l’indice di povertà relativa e i posti in asili nido autorizzati (20,4 ogni 100 bambini di 0-2 anni).

Nota positiva è infine il sesto posto ottenuto in termini di tasso di partecipazione a forme pensionistiche complementari.