PESCARA – L’appellativo di “Irlanda d’Italia” dovrebbe attirare folle di turisti ogni fine settimana sulla Costa dei Trabocchi o a cuocere gli arrosticini nel “piccolo Tibet”. E invece no, il turismo in Abruzzo è in prevalenza locale.

Forse è un bene, perché in questo modo la regione non rischia di perdere la sua identità. Difficile selezionare solo 111 luoghi, persone, esperienze che rappresentino l’Abruzzo. Molti sono nel capoluogo, L’Aquila, che ha la stessa densità di monumenti della ben più frequentata Siena.

E’ in libreria “111 ragioni dell’Abruzzo che devi proprio scoprire” di Sara Pupillo e Andrea Doretti.

E si trovano proprio in Abruzzo “la transiberiana d’Italia” e i tre parchi nazionali. Impossibile non imbattersi poi  nella figura di Celestino V: i luoghi isolati in cui si ritirò in preghiera sono fra le mete più incantevoli; o in quella di Gabriele D’Annunzio, che ha lasciato tracce non solo nella nativa Pescara ma un po’ ovunque. L’artigianato vive ancora nelle mani di giovani generazioni che custodiscono i segreti degli avi, tra lana, ceramica e filigrana d’oro. Castelli, ma anche street art e installazioni di arte contemporanea nei minuscoli borghi dell’entroterra. Il viaggio si conclude, come sempre, a tavola, con agnello, zafferano, dolci squisiti e il nettare locale, il Montepulcianono d’Abruzzo.

Sara Pupillo è nata a Roma nel 1972, dopo un decennio nel mondo della musica Sara Pupillo ha iniziato a scrivere guide per tutti i maggiori editori italiani. Ha pubblicato Chic Low Cost (Aliberti) e FICO! scritti con Sabrina Beretta, e, più recentemente, Felice e freelance. Manuale di sopravvivenza fuori dal posto fisso (Morellini). . Vive a Milano dove alterna la scrittura con attività di volontariato, ma scappa spesso tra le montagne dell’Abruzzo.

Andrea Doretti (Padova, 1970), dopo la laurea in Dams a Bologna si  trasferisce a Milano, e poi a Roma, dove vive da molti anni. Affianca l’attività di regista per la tv e di documentari (Rai, La7, History Channel e National Geographic Italia) a quella di fotografo, con una particolare predilezione per la fotografia analogica, soprattutto di ritratti in bianco e nero. Grazie a queste due passioni ha avuto la  fortuna di fare spesso la cosa che preferisce: lavorare viaggiando.