PESCARA – Il bollettino odierno attesta un ulteriore calo dei contagi, anche se si registrano 25 morti, di cui 17 avvenuti nei giorni precedenti, e il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio non demorde, e oggi a margine dell’inaugurazione del pre-triage all’ospedale di Pescara, torna a chiedere che il governo non cancelli la zona gialla nel Decreto.
“La regione Abruzzo – ha detto – è alla seconda settimana consecutiva in cui mostra valori da regione gialla e sta pagando il prezzo di una decisione che, in questo particolare periodo, ha eliminato tale classificazione. A tal proposito, ritengo che se anche la prossima settimana, all’esito della prossima cabina di regia di venerdì, l’Abruzzo registrasse, per la terza settimana consecutiva, valori da regione gialla, che giallo sia”.
Questo quando oggi in Abruzzo si sono registrano 153 nuovi casi, di età compresa tra 1 e 96 anni.
Ancora pesantissimo bilancio il pazienti deceduti che registra 25 nuovi casi e sale a 2125, di età compresa tra 56 e 96 anni, 10 in provincia di Chieti, 3 in provincia di Teramo e 12 in provincia di Pescara
Del totale odierno, 17 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni scorsi e comunicati solo oggi dalle Asl.
Sono stati effettuati 3.935 tamponi molecolari 2.260 tamponi antigenici.
Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 2.5 per cento, un vistoso calo rispetto al dato precedente, del 6,2%
Ieri i casi sono stati 224, l’altro ieri 269.
Del totale dei casi positivi, 15711 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+59 rispetto a ieri), 16586 in provincia di Chieti (+17), 17020 in provincia di Pescara (+21), 14885 in provincia di Teramo (+53), 531 fuori regione (+1) e 191 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 27, di cui 13 in provincia dell’Aquila, 4 in provincia di Chieti e 10 in provincia di Teramo.
Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 52539 dimessi/guariti (+427 rispetto a ieri).
Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 10260 (-302 rispetto a ieri).
622 pazienti (+2 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 69 (-9 rispetto a ieri con 2 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 9569 (-295 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.
Ha aggiunto Marsilio: senza dichiarazione della zona gialla, “la situazione si trasformerebbe in una sorta di persecuzione nei confronti di un’unica categoria: quella dei titolari di bar e ristoranti. Un atteggiamento estremamente punitivo, perché, di fatto, la differenza con la zona arancione è determinata proprio dall’apertura di bar e ristoranti fino alle ore 18.00 oltre che da una maggiore mobilità all’interno dei confini regionali”.
Secondo quanto emerso dalla nuova indagine rapida condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, in Abruzzo la prevalenza della cosiddetta variante inglese del coronavirus al 18 marzo era dell’82,5%, inferiore alla media nazionale pari all’86,7%. Altra variante presente sul territorio regionale, seppur con numeri di gran lunga inferiori, è la cosiddetta brasiliana, la cui prevalenza è del 5%, contro il 4% della media nazionale.
Due in Abruzzo le strutture individuate dalla Regione per le attività di sequenziamento: il laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università ‘d’Annunzio’ di Chieti e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo. L’Abruzzo è stata una delle prime regioni italiane in cui si è affermata la prevalenza della variante inglese: a metà febbraio, quando a livello nazionale le percentuali erano ancora molto basse, nell’area metropolitana Pescarese il dato ha raggiunto il 60%. In Abruzzo il primo caso riconducibile alla variante inglese risale all’inizio di dicembre 2020.






