PESCARA –  Dopo le risultanze del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore della Sanità e del Ministero della Salute sull’andamento della pandemia, c’è attesa per decisione sui colori delle varie zone d’Italia.

L’allarme varianti fa crescere il rischio di passaggio in zona arancione di molte regioni e l’Abruzzo rischia la zona rossa, estesa a tutta la regione, non solo dunque alle province di Chieti e Pescara, dove da giorni è emergenza variante inglese.

A preoccupare in Abruzzo l’aumento dei contagi registrato oggi, con 494 i nuovi casi, rispetto ai 482  di ieri, ma con  tasso di positività che sale 6.8%. Ieri era 4.9%. Nove le vittime, e le terapie intensive occupate aumentano a 73.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ieri sera ha però affermato: “L’anticipazione del report settimanale sulla situazione covid ci dice che l’indice Rt in questo momento è sceso passando dall’1.22 della scorsa settimana all’1.17. Per questo ci attendiamo che domani la cabina di regia, registrando questo dato, confermi la classificazione dell’Abruzzo in zona arancione”.

Precisando che  “resta valida anche l’ordinanza presidenziale del sottoscritto che fino al 28 febbraio colloca in zona rossa le province di Pescara e di Chieti che sono particolarmente colpite dalla variante inglese, hanno subito e stanno subendo una forte accelerazione di casi e di ricoveri, soprattutto in terapia intensiva”.

Il Ministero della Salute ha chiesto all’Istituto superiore di sanità di svolgere una nuova indagine che aggiorni i dati sulla diffusione delle varianti (un primo studio ha rivelato che oggi il 17,8 per cento dei casi positivi sono della B.1.1.7, vale a dire l’inglese).

Gli esperti sono convinti che tra un mese la mutazione partita dalla Gran Bretagna sarà la dominante anche in Italia, servono nuovi limiti di velocità.

Possibile un ritocco verso il basso dei valori che fanno scattare le restrizioni (fascia rossa e fascia arancione), ma anche chiusure locali.

Si registrano intanto oggi in Abruzzo 494 i nuovi casi, emersi dall’analisi di 4.844 tamponi molecolari e 2.365 test antigenici: il tasso di positività è pari al 6.8%. Il totale dei positivi dall’inizio dell’emergenza sale così a 50.204.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 9 nuovi casi e sale a 1.608, di età compresa tra 74 e 86 anni: 2 in provincia di Chieti, 2 in provincia dell’Aquila, 2 in provincia di Teramo e 3 in provincia di Pescara). Del totale odierno, 5 casi sono riferiti a decessi avvenuti nei giorni e comunicati solo oggi dalle Asl. Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 36.219 dimessi/guariti (+416 rispetto a ieri).

Ad essere più colpita ancora ina volta la provincia di Pescara, con 271 casi, a seguire la provincia di Chieti, 96 casi, poi quella di Teramo, 74 casi e L’Aquila con 46

Gli attualmente positivi in Abruzzo, calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti, sono 12.377 (+69 rispetto a ieri). Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, sono stati eseguiti complessivamente 700.246 tamponi molecolari (+4.844 rispetto a ieri) e 189.674 test antigenici (+2.365 rispetto a ieri).

546 pazienti (-6 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in terapia non intensiva; 73 (+3 rispetto a ieri con 5 nuovi ricoveri) in terapia intensiva, mentre gli altri 11.758 (+72 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl.

C’è un dato che continua a preoccupare: sono 73, al momento, i pazienti ricoverati in rianimazione, oggi 3 in più di ieri, al netto di decessi, dimissioni e dieci nuovi ricoveri. Il tasso di occupazione dei posti letto di terapia intensiva era ieri al 37%, a fronte di una soglia di allarme del 30%.

In base all’odierno monitoraggio, sono 10 le Regioni e le Province autonome che hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui 9 anche nel limite inferiore, compatibile con uno scenario di tipo 2, in aumento rispetto alla settimana precedente. Una regione, l’Umbria, ha un livello di rischio alto. Sono 12, rispetto alle 10 della settimana precedente, le regioni a rischio moderato (di cui 6 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e 8 a rischio basso.

Sono tre le regioni che dovrebbero passare dal giallo all’arancione in base ai dati del monitoraggio settimanale che sarà presentato oggi. Secondo quanto si apprende, sono il Molise, la Campania e l’Emilia Romagna. La Provincia Autonoma di Bolzano e l’Umbria dovrebbero passare al rosso anche se in parte già lo erano con ordinanze regionali. E come detto questo potrebbe accadere anche all’Abruzzo.

La decisone sarà presa dal ministro Speranza nelle prossime ore alla luce delle ultime valutazioni della cabina di regia e del Comitato tecnico scientifico.

Intanto c’è una regione, la Valle d’Aosta, che potrebbe invece essere la prima a diventare bianca, qualora venisse confermata per la terza settimana consecutiva l’incidenza di meno di 50 persone positive su 100 mila abitanti, requisito necessario per passare al livello più basso della scala cromatica.

Fortissima la pressione sull’ospedale di Pescara. Il Covid Hospital è al completo e, per la prima volta dopo mesi, è stato necessario riconvertire altre aree del monoblocco principale. I posti letti che si liberano non sono sufficienti ad accogliere i tanti positivi che arrivano. Decine i pazienti già trasferiti in altri ospedali, soprattutto all’Aquila.

Intanto un operatore socio sanitario aquilano in forza all’ospedale dell’Aquila, vaccinato con richiamo, è risultato positivo alla variante brasiliana. Il contagio è stato scoperto nel corso dei controlli periodici a cui è sottoposto il personale.

La variante brasiliana è stata riscontrata dall’istituto zooprofilattoco sperimentale dell’Abruzzo e del Molise, sul caso sono in corso valutazioni molto attente: l’oss, che è in isolamento domiciliare, è asintomatico, quindi, il siero avrebbe protetto l’operatore da sintomi e forme gravi.

Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato contagiato in famiglia, molto probabilmente dalla madre: nel nucleo familiare si è sviluppato un focolaio con circa 6 contagiati, sui quali sono in corso approfondimenti per verificare se si tratta di variante brasiliana. Le persone sono a casa ed in buone condizioni. La positività è stata segnalata alle Autorità nazionali e ha destato preoccupazioni all’Aquila dove sonno scattate le misure per risalire ai contatti: tuttavia, pare che non ci siano stati molti incontri da parte della famiglia.

Sono state effettuate riunioni delle autorità competenti, che hanno visto la presenza di rappresentanti dal Comune e della Asl aquilana. Domani, è in programma un vertice alla presenza del prefetto, Cinzia Torraco.

Nelle scorse settimane, nel comune aquilano di Poggio Picenze sono stati scoperti tre casi di variante brasiliana in tre cittadini brasiliani residenti nel centro a pochi chilometri dal capoluogo, isolati prontamente e quindi senza conseguenze.