L’AQUILA – Fa discutere e provoca la levata di scudi delle associazioni ambientaliste, il progetto di una nuova strada nel cuore del Parco nazionale d’Abruzzo, dall’altopiano delle 5 miglia fino ad Ortona dei Marsi, attraverso la meravigliosa valle Jovana, la foresta di Chiarano, e il canyon della Montagna Spaccata.
La proposta preliminare è stata presentata in occasioni pubbliche dalla Dmc Alto Sangro, una delle agenzie locali di promozione turistica, e dall’ Uncem, l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani.
Per un costo di a senso in un momento di recessione economica grave prevedere di spendere 750 milioni di euro, per accorciare un percorso di soli 20 chilometri.
LA NOTA DELLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE
Il percorso della nuova strada a due corsie partirebbe dall’ Altopiano delle 5 Miglia per penetrare dentro la Montagna Spaccata all’interno della splendida Foresta Demaniale di per inerpicarsi fino al suo crinale e con una galleria di oltre 2,4 Km passare dalla intatta Bocca di Chiarano alla sottostante Valle di Jovana. Tra l’altro il tracciato passerebbe dalla che attualmente è una forra strettissima dove a mala pena sale una mulattiera, il che richiederebbe la distruzione completa del piccolo canyon, una “perla” dell’Appennino abruzzese.
Dalla valle di Jovana la strada proseguirebbe a mezza costa sul versante orografico destro della stessa, dove ora esiste una sola casa abitata, per scendere sempre sullo stesso versante in un territorio con boschi e senza alcuna strada o fabbricato fino a Scanno. A valle dell’abitato attraverso un’ altra galleria seguirebbe sulla sponda orografica sinistra del Lago omonimo per raggiungere Villalago, quindi, poco a monte dell’ abitato un’ altra galleria e viadotti per oltre 4 km porterebbero a San Sebastiano dei Marsi per raggiungere infine Ortona dei Marsi ed un nuovo svincolo autostradale a Carrito .
Le associazioni scriventi fanno notare che si andrebbe cosi a sfregiare una parte consistente del paesaggio montano abruzzese ancora integro che comprende Siti di Interesse Comunitari ( SIC e ZSC ), Zone di Protezione Speciali (ZPS), aree contigue ai Parchi nazionali e Riserve naturali regionali.
Tutte le specie animali dell’Appennino abruzzese, molte delle quali protette dalla Direttiva HABITAT della UE ne sarebbero gravemente impattate esponendo la nostra regione ad una più che sicura procedura di infrazione comunitaria. L’areale dell’Orso marsicano verrebbe letteralmente stravolto vanificando tutte le azioni portate avanti da Ministero, Regione , aree protette ed associazioni negli ultimi 15 anni andando a devastare proprio quel corridoio di connessione che tutti fino ad oggi hanno definito vitale per garantire l’ampliamento dell’areale della specie e lo scambio di individui tra un parco nazionale e l’altro. Giova ricordare che qui è nata Amarena, la “famosa” femmina balzata agli onori della cronaca nazionale la scorsa estate. L’orsa è nata, si è riprodotta ed alleva i suoi 4 orsacchiotti tra Villalago e San Sebastiano dei Marsi proprio dove passerebbe la nuova strada.
Ma a cosa servirebbe poi questa strada ? Ha senso in un momento di recessione economica grave prevedere di spendere 750 milioni di euro (ma quali saranno i costi reali ?) per accorciare un percorso di soli 20 Km che tra l’altro taglierebbe fuori tutto l’Alto Sangro meta di un turismo escursionistico naturalista da anni in crescita costante ? Roccaraso e Rivisondoli hanno bisogno di una strada simile quando sono gia servite comodamente ? Lo stato di generale abbandono della viabilita dell’Abruzzo interno non giustificherebbe invece interventi di miglioramento e manutenzione ormai irrimandabili piuttosto che una nuova strada “nel nulla” che non serve a nessuno se non alle ditte che se ne aggiudicheranno la costruzione ? I servizi disastrati dei Comuni della montagna abruzzese (ospedali, ambulatori, servizi di trasporto pubblico, Farmacie, RSA etc etc..) non meriterebbero questi fondi invece di aggiungere altro asfalto ad un territorio già piagato dal dissesto idrogeologico ?
In alternativa a questo progetto insostenibile per la natura e per le popolazioni residenti, le associazioni invitano la Regione Abruzzo, Uncem Abruzzo, Dmc Alto Sangro e i Comuni interessati a chiedere al Presidente del Consiglio ed al Governo i fondi per la messa in sicurezza delle strade esistenti. In vista del centenario del Pnalm (2023), bisogna adeguare l’intera rete stradale con aree per la sosta temporanea dei turisti nei punti panoramici indicati dall’Ente Parco, dotate dei necessari servizi di informazione al turista e di promozione di tutta l’area e dei suoi prodotti tipici.
Sarebbe bene anche affidare la suddetta rete viaria all’ANAS, evitando cosi altri casi come quello del ponte sul Giovenco sulla SP 17 che attende ancora il completamento dalla sua riapertura nell’Aprile del 2019 ( dopo che la sua chiusura impose un anno d’isolamento ai borghi della valle del Giovenco !! ). In conclusione al neo Ministro alle Infrastrutture e Trasporti Enrico Giovannini ricordiamo che dei 32 miliardi che il Recovery Plan assegna a infrastrutture e traporti, la metà dovrà essere investita in mobilità sostenibile ed alla luce di quanto sopra, gli chiediamo di inserire nel suo programma immediato la messa in sicurezza di tutte le strade del PNALM, comprese le aree attrezzate per i turisti e il recupero e rilancio del treno più alto dell’Appennino, L’Aquila – Sulmona – Pescocostanzo – Castel di Sangro, per la mobilità dolce all’interno del sistema dei parchi naturali abruzzesi (Pnalm, Majella, Sirente-Velino, Gran Sasso e Monti della Laga).
Per le motivazioni di cui sopra le associazioni scriventi fanno appello a tutti i comuni coinvolti alla Regione, all’ Ente PNALM ed alle Riserve interessate dall’opera affinché prendano le distanze dal progetto in argomento ed adottino atti formali di dissenso in merito allo stesso, tali da impedirne il finanziamento e la, seppur parziale, realizzazione.
Firmano la nota Italia Nostra, Mountain wilderness, Wwf, Lipu, Stazione ornitologica abruzzese, Pro natura, Salviamo l’orso, Appennino ecosistema, Rewilding apennine, Associazione montagna grande, Orso and friends, Touring club italiano, Dalla parte dell’orso, Fare verde, Società italiana per la storia della fauna “Giuseppe Altobello”, I gufi, Salviamo il paesaggio, Federtrek-escursionismo e ambiente, Associazione italiana wilderness






