PESCARA – “Il rischio di tornare in una zona con maggiori restrizioni c’è praticamente tutte le settimane, ancora di più da quando sono cambiate i parametri per le classificazioni. In una regione piccola come l’Abruzzo, dove i numeri sono relativamente bassi, basta qualche focolaio per creare un’impennata dell’indice Rt”.
Sono le parole del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, intervistato da Rete8 su un possibile cambio di colore in relazione all’aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni con un’impennata di casi specialmente nell’area metropolitana, tra le province di Pescara e Chieti. Numeri che potrebbero costare il passaggio da zona gialla, partita lunedì scorso, ad una fascia arancione o addirittura rossa.
“Ciò che sta complicando il quadro è la circolazione di varianti più aggressive che contagiano più velocemente e nelle ultime ore ci segnalano dagli ospedali l’arrivo di pazienti in condizioni serie con un’età media molto più bassa. In questo anno siamo stati abituati a vedere le terapie intensive occupate prevalentemente da anziani e persone fragili e invece ora stiamo ricoverando anche persone con parecchi anni di meno e questo aggiunge una difficoltà in più nella lotta alla pandemia”, osserva Marsilio, da oggi in quarantena dopo che è risultato positivo al coronavirus il giornalista Fabio Capolla, suo responsabile della comunicazione, ed anche uno dei suoi autista.
Il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci chiede la convocazione del Comitato Tecnico Scientifico: “è gravissima e incomprensibile l’inerzia della Regione di fronte alla drammatica esplosione dei contagi da Coronavirus che si registra a Pescara”.
Nelle ultime ore in Abruzzo c’è stato un rapido aumento dei nuovi casi: 526 quelli accertati nelle ultime ore. Per vedere numeri così elevati bisogna tornare indietro al 30 novembre. Sono emersi dall’analisi di 5.161 tamponi molecolari: è risultato positivo il 10,19% dei campioni. La percentuale scende al 7% se si considerano anche i 2.321 test antigenici eseguiti. Per il quarto giorno consecutivo aumentano in modo significativo i ricoveri, che passano dai 474 di ieri ai 499 di oggi (+25), valori analoghi a quelli di tre settimane fa. Si registrano anche sei decessi: il bilancio delle vittime sale a quota 1.488.
Dei 526 nuovi casi di coronavirus accertati nelle ultime, 218 riguardano l’area metropolitana Chieti-Pescara. Solo nella città di Pescara sono 115 i nuovi casi, dato record degli ultimi mesi: in città dal primo gennaio ad oggi il totale dei casi sale a 1.172, con una media di oltre 33 contagi al giorno.
Il virus, nelle ultime settimane, sta circolando rapidamente in tutta l’area metropolitana, che tutto sommato aveva retto bene la seconda ondata. Tra le località con più nuovi casi del giorno, seppur con numeri di gran lunga inferiori a Pescara, ci sono anche Chieti, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino. A livello provinciale gli incrementi più consistenti si registrano proprio nel Pescarese (+207) e nel Chietino (+176). Poi ci sono il Teramano (+103) e l’Aquilano (+71).
Al completo il Covid Hospital di Pescara, dove è in corso il trasferimento di parte dei pazienti, che al momento vengono portati all’ospedale San Salvatore dell’Aquila: “Aumentano gli arrivi di persone con insufficienza respiratoria – spiega il direttore delle Malattie infettive di Pescara, Giustino Parruti – e questo elemento conferma il peggioramento della situazione”.
Solo nelle ultime ore altri sette pazienti sono stati trasferiti all’ospedale dell’Aquila: “Più che la fluttuazione di un giorno, sembra si tratti di un trend ormai consolidato – afferma il referente regionale per le emergenze, Alberto Albani, a capo della task force sul coronavirus – e i ricoveri in aumento non fanno che confermare il peggioramento della situazione”.
“Stimiamo che il 40% dei casi di coronavirus emersi a Pescara negli ultimi giorni sia dovuto ad una variante, molto probabilmente quella inglese, che sta circolando rapidamente sul territorio. Potrebbe essere questa la spiegazione della crescita dei numeri”, dice all’Ansa il direttore del laboratorio di Genetica molecolare – Test Covid-19 dell’Università di Chieti, Liborio Stuppia. “La variante inglese è più contagiosa: tutto questo non deve portare al panico, ma all’estrema prudenza”, aggiunge.
Il laboratorio di Chieti è uno dei due individuati dalla Regione Abruzzo per il sequenziamento del virus; l’altro è l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise. L’esperto sottolinea che a Pescara “si iniziano a vedere focolai grandi” e che sul fenomeno “potrebbe aver inciso il collegamento aereo con Londra”.
“Dal 20 dicembre, nell’area Pescara Chieti, abbiamo accertato 160 casi di variante, che sta crescendo molto sul territorio, e altri 25 solo ieri”, dice ancora il direttore del laboratorio, annunciando “uno studio approfondito, sui dati di oggi e di domani, che verrà condotto a livello nazionale e, quindi, anche in Abruzzo, per analizzare la situazione, su indicazione dell’Istituto Superiore di Sanità”.
In Abruzzo, il primo caso da variante inglese, come ricostruito dagli esperti, risale alla prima metà di dicembre. La variante ha poi circolato rapidamente, soprattutto nella provincia di Chieti. Solo a Guardiagrele, paese del Chietino di novemila abitanti, sono emersi una quarantina di contagi. E si registrano anche i primi casi di reinfezione. Ora che i dati stanno crescendo velocemente nell’area di Pescara si teme che all’origine dei tanti contagi vi sia proprio la variante. Ha invece creato meno problemi la variante brasiliana: fermi a tre i casi accertati, nell’Aquilano. Si tratta di persone dello stesso nucleo familiare, di ritorno dal Brasile. Il cluster è stato subito circoscritto.
Stuppia sottolinea che, sul fronte del sequenziamento, l’Abruzzo è “in pole position a livello nazionale” e che “sulla vigilanza è più avanti di molte altre regioni. Grazie al nostro lavoro e a quello dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, riusciamo ad arrivare dal sospetto di variante alla conferma in tempi rapidissimi e questo – conclude – consente di avere contezza della situazione”.
Sul tema interviene anche il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci: “È gravissima e incomprensibile l’inerzia della Regione di fronte alla drammatica esplosione dei contagi da Coronavirus che si registra a Pescara. Si tratta di una crescita formidabile di positivi, in atto già da troppe settimane. Col risultato che oggi gli ospedali sono saturi e l’aumento dei contagi dei prossimi giorni – purtroppo una atroce certezza – rischia di mandare in tilt l’intero sistema”.
“Trovarsi in questa situazione ora, dopo gli allarmi ripetuti, le allerte nazionali, le restrizioni imposte dai Dpcm, e dopo gli arroganti errori e conflitti col Governo del presidente Marco Marsilio, registrare ora questi dati tragici è assurdo. Perché non si è convocato il Cts? Ci sono motivi a noi ignoti? Si pensa che le cose si aggiusteranno da sole? O dobbiamo preoccuparci e molto e subito per evitare il collasso della sanità e un riprecipitare in zona rossa con conseguenze nefaste per la salute e l’economia degli abruzzesi? I dati del Ministero della Salute riportati nella tabella e nel grafico sottostanti (elaborati dal dottor Riccardo Persio, ricercatore universitario di economia e statistica) sono un pugno allo stomaco”.
“Chiedo a Marsilio di convocare immediatamente il Comitato Tecnico Scientifico per assumere le indispensabili decisioni”, conclude Pietrucci.







