L’AQUILA – Indice di trasmissione del contagio ancora in calo: da 0.85 a 0.80. E’ questa l’indicatore principale in base al quale la cabina di regia nazionale che si è riunita venerdì, composta da Istituto superiore di Sanità e Ministero della Salute, ha preso atto dell’ulteriore calo della curva epidemiologica del coronavirus in Abruzzo, tale da determinare l’atteso inserimento nella “fascia arancione” a decorrere dal 13 dicembre.

Il tutto dopo lo scontro con il governo che ha raggiunto il suo culmine con la sentenza del Tar di venerdì che ha accolto la richiesta di Palazzo Chigi e Ministero della Salute di sospendere l’ordinanza emanata dal presidente della Regione, Marco Marsilio, lo scorso 6 dicembre, con cui in autonomia, senza passare per la cabina di regia nazionale, era stata sancita la fine della zona rossa e il ritorno in quella arancione. Imponendo all’Abruzzo un ritorno, sabato 12, in zona rossa,  la stessa che Marsilio, questa volta in accordo con Roma aveva sancito il 18 novembre alla luce della drammatica impennata dei contagi.

Il caso l’ha chiuso proprio la cabina certificando il miglioramento degli indicatori. Il documento elaborato venerdì prende in esame la settimana che va dal 30 novembre al 6 dicembre. L’incidenza di casi su 100 mila abitanti, nei 14 giorni precedenti, è passata da 574,14 a 430,55. I nuovi casi segnalati nella settimana oggetto di indagine sono stati 2209 a fronte dei 3364 di quella precedente. Per la prima volta viene segnalato in diminuzione il trend dei focolai. La classificazione complessiva di rischio è ritenuta “moderata”, ed anche “vicini” a quelli della zona  gialla che dovrebbe scattate il 27 dicembre ma che Marsilio chiede per il 21 alla luce dei giorni in più in zona arancione.

Per quanto riguarda il numero di casi sintomatici notificati in cui è indicata la data di inizio dei sintomi rispetto al totale di quelli notificati al sistema di sorveglianza si è passati da una percentuale del 77,6% a una dell’82,4%.

Il numero dei casi settimanali è diminuito del 26,6 per cento rispetto a quella precedente. Così come quello dei casi in cui è riportata la data di diagnosi e quella di inizio sintomi (-39,6%). I nuovi focolai di trasmissione sono stati 311 (497 la settimana precedente); i casi derivanti da catene di trasmissione non note sono passati da 5.451 a 1.273, con un miglioramento evidente delle capacità di tracciamento, dunque.

Per quanto riguarda la saturazione dei posti letto, le percentuali si sono abbassate: terapie intensive al 37 per cento (dal 40 per cento); area medica al 44 per cento (dal 47 per cento).

Infine i tamponi: la percentuale di quelli positivi (escludendo secondi test e screening) è passata dal 35,1 per cento al 32 per cento. La percentuale di casi per cui è stata fatta una regolare indagine epidemiologica è salita all’87 per cento.