CASTEL DEL MONTE – “Viviamo in luoghi molto belli e che hanno molto da offrire da diversi punti di vista, tutto l’anno e non solo d’estate, e nonostante la chiusura dei luoghi della cultura imposta dall’ultimo dpcm colpisca anche il nostro borgo, la nostra intenzione è quella di non fermarci e, anzi, di reinventare il nostro mestiere a partire dalle bellezze naturalistiche che abbiamo a disposizione, sviluppandone le potenzialità attrattive e culturali e, a partire da quelle, cercando di incrementare l’afflusso dei visitatori anche in concomitanza della fine del caldo e l’arrivo dell’inverno”.

A dichiararlo Davide D’Angelo, gestore dell’info point di Castel del Monte, il borgo di montagna in provincia dell’Aquila che, a con la chiusura del lockdown dei primi mesi del 2020 e, in generale, nel corso di tutta la bella stagione che si è appena conclusa, ha registrato un vero e proprio boom di visitatori da ogni parte d’Italia e non solo. Come racconta ad AbruzzoWeb, infatti, “quest’estate le vie del paesino si sono letteralmente riempite, con molti dei turisti che hanno addirittura deciso di prenotare le visite guidate all’interno del museo diffuso, nonostante gli ambienti angusti le misure imposte dall’emergenza covid”.

Perché, per chi non lo sapesse, nel caratteristico borgo d’altura situato in provincia dell’Aquila, si sviluppa un interessante museo itinerante che racconta della storia, delle tradizioni e delle usanze culturali del posto, strutturandosi in una serie di ambienti antichi, nel cuore del centro storico, ciascuno dedicato alla ricostruzione di un particolare lavoro o momento della vita del paese nel secolo scorso.

Un luogo, questo, che in genere, e soprattutto nei mesi estivi, riscuote molto successo tra i turisti ma che, al pari di tante altre strutture simili in tutta Italia, resterà chiuso almeno fino al prossimo 3 dicembre. Con la firma dell’ultimo dpcm da parte del premier Giuseppe Conte, in Abruzzo è stata infatti istituita la cosiddetta “zona gialla, dove sarà obbligatorio annullare ogni tipo di mostra e, appunto, serrare le entrate dei musei sparsi per la regione, con pesanti conseguenze sulla cultura e, in generale, sul settore del turismo locale.

Un primo affondo, tra l’altro, era già arrivato già con i decreti del 18 e 25 ottobre, che avevano chiuso le porte di ogni tipo di congresso o convegno. Senza contare poi l’arrivo della stagione fredda e l’aumento esponenziale di contagi da coronavirus che, per forza di cose, renderanno più difficoltoso per tutti gli operatori della cultura, gestire gli ingressi e mantenere il distanziamento sociale all’interno di luoghi chiusi, qualora dovessero riaprire.

C’è però chi, come i gestori del museo diffuso di Castel del Monte, non si lascia intimorire dagli eventi e, anzi, continua a voler lavorare, cercando di valorizzare gli strumenti che ha ancora a disposizione. Tra questi, lo stesso Davide D’Angelo, la cui intenzione è ora quella di “organizzare al meglio il lavoro e approntare sistemi di gestione dei flussi turistici in modo diverso rispetto al passato”.

“L’intenzione – spiega – è principalmente quella di indirizzare sia singoli che gruppi verso le zone limitrofe al borgo e usufruire appieno della bellezze che la natura della regione ‘più verde d’Europa’ è in grado di offrire. Già abbiamo avuto modo di sperimentare il sistema, grazie al bel tempo degli ultimi giorni, che ci ha permesso di organizzarci soprattutto all’esterno delle strutture. Ora, in base alle direttive imposte dall’ultimo dpcm, saremo obbligati a lavorare proseguendo questa linea e per noi che ne abbiamo l’effettiva possibilità, questa rappresenta una grande occasione per iniziare a valorizzare a 360 gradi le nostre montagne”.

“Puntare tutto sugli eventi nella natura o comunque sulle passeggiate, le ciaspolate nella neve e le gite all’aria aperta, attraverso la collaborazione con la cooperativa Il Bosso e Wolftour” l’obiettivo dello stesso operatore, nonostante il freddo in arrivo.

“Una collaborazione proficua e che già nei mesi scorsi ci ha permesso di realizzare il progetto ‘Castel del Monte Cuore del Gran Sasso’ – conclude -. Adesso sii tratterà semplicemente di organizzarsi in modo diverso rispetto al passato, dotandoci del giusto armamentario per affrontare l’inverno e inducendo anche i visitatori a procurarselo. Non solo per attenerci al meglio alle misure governative ma anche per poter cominciare a vivere le nostre montagne per tutto l’anno e a 360 gradi”.