ROMA  – Rientrati i falsi allarmi che hanno costretto all’evacuazione le redazioni irlandesi e interrotto decine di voli in Europa, Dublino guarda con preoccupazione al doppio appuntamento della settimana prossima, il vertice della Comunità politica europea e quello informale del Consiglio europeo. Insieme costituiscono la più grande riunione di capi di Stato e di governo mai ospitato dall’Irlanda, che al momento detiene la presidenza a rotazione del Consiglio dell’Ue. Si prevede la partecipazione di una cinquantina tra leader di Paesi europei, incluso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, di istituzioni europee e di organizzazioni internazionali, più altre personalità di spicco e i rispettivi staff.

Le agenzie di sicurezza europee stanno indagando per accertare se le minacce di bomba coordinate che questa settimana hanno preso di mira decine di voli europei possano avere avuto origine in Russia: lo riferisce il Financial Times, citando funzionari dell’intelligence secondo cui è in corso un’indagine transfrontaliera tra i servizi europei per risalire all’origine delle minacce.

Alcuni esponenti dell’intelligence europea ritengono che l’origine russa sia la più probabile, per movente, modalità operative, precedenti e primi indizi emersi. Un’ipotesi di lavoro è che le minacce siano di attivisti filo-Cremlino o gruppi hacker.

Sono complessivamente 35 i voli europei interessati da minacce di bomba nelle giornate del 3, 5 e 6 novembre, secondo il bilancio fornito all’ANSA dall’ufficio stampa di Eurocontrol, l’organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea.

“Eurocontrol è a conoscenza di minacce di bomba contro 14 voli il 6 novembre, 14 voli il 5 novembre e 7 voli il 3 novembre 2026”, precisa l’organizzazione chiarendo che il dato di ieri è ancora approssimativo. Il 6 novembre, a fronte di circa 29.550 voli nella rete europea, le segnalazioni hanno rappresentato lo 0,047% del traffico, contro lo 0,049% del 5 novembre, quando sono stati registrati 28.488 voli, e lo 0,026% del 3 novembre, quando i voli erano stati 26.278.

Gli allarmi “non hanno quindi avuto un impatto sui ritardi nella rete del traffico aereo”, sottolinea Eurocontrol, precisando di monitorare la situazione e di lavorare “a stretto contatto con compagnie aeree, aeroporti, fornitori di servizi di navigazione aerea e altre organizzazioni in tutta Europa per limitare eventuali perturbazioni dei flussi di traffico aereo”.

Per le questioni relative alle minacce alla sicurezza, l’organizzazione europea rinvia alle compagnie aeree, agli aeroporti e alle autorità nazionali competenti.