L’AQUILA – “All’interno della coalizione c’è spirito unitario e tutti i passaggi che ci porteranno, a breve, alla scelta del candidato sindaco saranno condivisi. Siamo tutti determinati a confermare anche nei prossimi anni il modello L’Aquila, che ha fatto sì che tutto il centrodestra ne beneficiasse, a cominciare da quello cittadino, e che ha fatto sì che oggi la città sia molto migliore rispetto a quella del 2017”.

In vista delle elezioni comunali di maggio prossimo, a rassicurare in merito alle difficoltà sulla scelta del dopo biondi è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, il giovane ingegnere 32enne Leonardo Scimia.

La lunga intervista esclusiva ad Abruzzoweb fa seguito all’annuncio del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, uomo forte il dei meloniani in regione e dirigente nazionale in corsa per il parlamento il prossimo anno, di una decisione del candidato entro questo mese di ottobre.

Questo mentre sia la Lega sia Forza Italia sono pronte a mettere sul tavolo nazionale i propri nomi, considerando non scontato che L’Aquila resti una roccaforte di Fratelli d’Italia.

Situazione particolarmente esplosiva nella Lega, dopo che l’assessore Laura Cucchiarella e il capogruppo e segretario provinciale Daniele Ferella hanno dato il loro addio al partito: in tal senso c’è chi, all’interno della Lega, sospetta che dietro la scelta ci sia stata la regia proprio del sindaco Biondi, FdI, responsabile Enti locali del partito, vicepresidente nazionale e presidente regionale Anci, ipotesi smentita categoricamente dallo stesso primo cittadino, così come da Cucchiarella e Ferella. E con la Lega che promette fulmini e saetta, per ora solo a parole visto che ha ancora due assessori a fronte di un solo consigliere, Gianluca Marinelli, fresco commissario dopo l’addio di Ferella.

Alla domanda: “Ma se ogni partito metterà un nome sul tavolo, come farete a decidere? Farete le primarie, estrarrete a sorte?”, Scimia risponde con una battuta.

“Le primarie non sono certo nel nostro Dna – ironizza -, le lasciamo al centrosinistra, se le vorranno fare. Sicuramente tutti i partiti che vogliono far parte del perimetro del centrodestra avranno pieno diritto di proporre nomi, ma io ragionerei prima di tutto sui contenuti e anche su questo stiamo lavorando. Poi, all’interno del tavolo evocato dal sindaco, ci sarà modo di esaminare i vari nomi che verranno proposti e si deciderà su quale puntare, individuando il profilo migliore e condiviso”.

Detto questo, Scimia ribadisce: “è normale che Fratelli d’Italia porti un proprio nome, ma per noi prima di tutto deve esserci l’unità del centrodestra e sono sicuro che lo stesso valga per gli altri partiti. Perché una cosa è certa: il nostro elettorato ci premia quando siamo uniti e non ammette divisioni al nostro interno divisi, il rischio di perdere altrimenti è altissimo”.

Venendo al “caso” Cucchiarella e Ferella, Scimia osserva: “La dialettica all’interno di una coalizione è normale, specie quando si governa da quasi dieci anni. Abbiamo già visto passaggi da un partito all’altro ed è fisiologico che un consigliere possa decidere di passare da un gruppo a un altro, quando determinati rapporti umani e politici vanno in una direzione piuttosto che in un’altra. Le opposizioni hanno messo in risalto il fatto perchè sono a corto di argomenti. Se andiamo a fare un conto in proporzione sono stati più numerosi i passaggi da un gruppo all’altro all’interno delle opposizioni rispetto a quelli avvenuti nella maggioranza”.

Anche Scimia esclude che dietro l’uscita dei due esponenti della Lega ci sia stata una regia di Biondi.

“Cucchiarella e Ferella sono usciti dalla Lega andando nel gruppo misto, proprio per non creare attriti tra partiti e forze politiche all’interno del Consiglio comunale. Decideranno loro dove andare per proseguire la propria attività politica che sia in partiti politici oppure in liste civiche. In ogni caso, Fratelli d’Italia è un partito che ha capacità di accogliere”.

Sempre a proposito della compattezza della maggioranza, Scimia sottolinea: “Nella coalizione di centrodestra c’è una visione comune. Siamo molto omogenei, pur avendo ogni forza politica le proprie peculiarità. Ed è del resto questo il nostro punto di forza: il centrodestra, per quanto sia naturalmente articolato in più partiti, mantiene una propria filosofia e una disciplina di governo e riesce così a governare e a portare risultati a casa, attraverso un programma che abbiamo fin qui onorato e messo a terra. Aspetti che, invece, non sono propri del centrosinistra dove si passa da moderati, sempre meno, a rappresentanti di un modo radicale di sinistra stile Casematte che sono i veri e unici estremisti in città”.

Per quanto riguarda Futuro Nazionale del generale in pensione ed europarlamentare Roberto Vannacci,  “ad oggi è prematuro esprimersi su una possibile alleanza a livello locale, anche alla luce delle posizioni che il nuovo movimento sta assumendo sul piano nazionale. La scelta di non votare la fiducia al Governo e di presentare propri candidati alternativi al centrodestra nei collegi interessati dalle elezioni suppletive rappresenta, nei fatti, una scelta di collocazione politica compiuta autonomamente da Futuro Nazionale. Su base locale sarà determinante l’affinità politica e credere al progetto rinnovato di città sul quale lavoriamo dal 2017.

Sul piano cittadino, invece, “ogni valutazione andrà fatta nel merito. Daniele D’Angelo è una persona che conosciamo molto bene: io stesso, all’inizio del 2017, ho fatto parte del suo stesso gruppo consiliare. In consiglio è un componente del centrodestra aquilano e, per quanto lo riguarda, ritengo possano esserci le condizioni per continuare a far parte della coalizione.”