L’AQUILA – Nervosismo, delusione, bocche cucite da parte dei due protagonisti. Anche la dirigenza del partito resta muta, ma da fonti interne emergono accuse, nemmeno tanto velate, al sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, ritenuto essere “il regista dell’operazione”, “insensata a livello politico”, di “spoliazione” e di indebolimento di una forza alleata a pochi mesi dalle elezioni comunali di giugno.
Ha avuto l’effetto di un pugno nello stomaco in seno alla Lega e nel panorama politico aquilano e abruzzese la notizia, rivelata da questa testata, dell’imminente addio del capogruppo in Consiglio comunale e segretario provinciale, il 43enne Daniele Ferella, e dell’assessore al Personale e al Traffico, la 40enne Laura Cucchiarella. Entrambi dati come pronti a rimpinguare le file della civica che fa capo al potente sindaco di FdI, “L’Aquila protagonista”, che già conta cinque consiglieri, dopo la costituzione, oltre un anno fa, in seguito all’accoglienza di transfughi di Forza Italia e di altri gruppi consiliari.
Abruzzoweb ha provato a contattare entrambi: Cucchiarella non ha risposto né al telefono né ai messaggi, mentre Ferella, per messaggio, ha cordialmente spiegato che “non è ancora il momento”, si suppone per spiegare le ragioni dell’addio.
Tace la Lega, a cominciare dai due big aquilani, il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, e il vicepresidente della Regione, Emanuele Imprudente, come pure nessuna reazione dal segretario regionale, il pescarese Vincenzo D’Incecco, capogruppo in Consiglio regionale.
Ma l’umore non sembra dei migliori e la vicenda potrebbe avere conseguenze, nonostante Biondi, dirigente nazionale meloniano con il ruolo di responsabile nazionale degli enti locali, abbia il pallino in mano, dal momento che ha in mano il futuro di due degli assessori salviniani, rimasti collegati a un insufficiente sostegno in Consiglio comunale, dove, con i due abbandoni, siederebbe un solo uomo, Gianluca Marinelli. E comunque sarebbe un duro colpo, in ogni caso, tenuto conto che Cucchiarella era stata eletta con 665 e Ferella con 462 voti. Un indebolimento a pochi mesi dal voto, per un partito che paga già a livello nazionale e regionale la dura competizione di Futuro Nazionale, dell’ex generale in pensione ed eurodeputato Roberto Vannacci, anche lui andato via dalla Lega, di cui è stato vicesegretario nazionale.
Ma, appunto, c’è chi punta il dito in particolare contro Biondi, considerato regista dell’operazione, tanto che si racconta di incontri, in particolare un pranzo a due, tra il sindaco e Ferella, proprio due giorni fa.
Secondo quanto emerso, le due fuoriuscite sarebbero da ricollegare a tensioni tra i due e i big del partito aquilano.
C’è anche chi fa dietrologia, sostenendo che indebolire la Lega per FdI è una mossa tattica per togliere di mezzo ogni possibilità che la candidatura a sindaco dell’Aquila possa toccare ai salviniani, in base ad eventuali accordi presi sul tavolo nazionale, seppure sia una remota ipotesi, visto che il capoluogo è considerato una roccaforte del partito di Giorgia Meloni, da dove è partita la scalata nazionale con la prima vittoria di Biondi nel 2017.
Una mossa “miope”, in vista del voto, c’è chi aggiunge nella Lega, quella di Biondi, perché va contro l’interesse dell’intero centrodestra azzoppare una delle gambe più solide della maggioranza, in questi anni con tre assessori e tre consiglieri. La notizia del possibile, ulteriore, terremoto in seno alla Lega, che alle amministrative della primavera del 2022 aveva eletto cinque consiglieri, ha fatto tornare alla mente l’attacco alla Lega promosso dal governatore di FdI, Marco Marsilio, nella passata legislatura regionale, quando la Lega, partita nel 2019 come primo partito e con 10 consiglieri, a fine mandato è stata dimezzata, con ingressi di importanti esponenti tra i meloniani, diventati nel frattempo primo partito italiano e abruzzese.
E poi nella Lega non ci si dà pace perché tra Lega e il sindaco esisteva un patto di sostegno incondizionato, basato, tra le altre cose, sulla “concessione” di tre assessori, numero al di sopra delle cinque presenze consiliari, dopo le elezioni della primavera del 2022 (secondo mandato Biondi), tutto ciò dopo i mal di pancia nella precedente consigliatura. Un patto sancito tra Biondi e D’Eramo.






