ROMA – È morta Emma Bonino, fondatrice di +Europa e storica esponente del Partito radicale. Aveva 78 anni. Nata il 9 marzo 1948 a Bra (Cuneo), Bonino è stata una delle figure più note della politica radicale italiana ed europea: la lunga militanza politica al fianco di Marco Pannella, dalla lotta per il diritto all’aborto negli anni Settanta al lavoro per istituire la Corte penale internazionale negli anni Ottanta e Novanta; fino all’incarico di commissaria Ue tra il 1995 e il 1999, le tre candidature a presidente della Repubblica e la fondazione, nel 2017, di +Europa.
È stata la prima esponente radicale a ricoprire il ruolo di ministra: nel 2006, nel secondo governo Prodi, e poi nuovamente nel 2013 nel governo Letta.
Aveva annunciato nel 2015 di essere malata di microcitoma polmonare, un tumore al polmone. Nel 2023 aveva poi dichiarato di essere guarita. Negli ultimi anni, Bonino era stata ricoverata più volte: a ottobre 2024 e a novembre 2025, sempre per problemi respiratori. L’ultimo ricovero era arrivato lunedì 7 settembre all’ospedale Santo Spirito di Roma.
Bonino nacque a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948. Seconda di tre figli (una sorella maggiore e un fratello minore), dopo gli anni in campagna e il diploma al liceo classico, si trasferì a Milano per studiare Lingue e letteratura moderna, laureandosi nel 1972. Una facoltà scelta, a quanto raccontò poi, più che altro perché le avrebbe dato l’occasione di allontanarsi da casa, dato che all’Università di Torino non c’era.






