L’AQUILA – “Politicamente, il nervosismo è comprensibile: il generale Roberto Vannacci sta sfaldando la destra, con la premier Giorgia Meloni costretta ad inseguire le posizioni sovraniste, xenofobe e razziste del ‘generale’ nell’imbarazzo malcelato delle forze moderate del fu centrodestra, a livello nazionale come all’Aquila. In città, inoltre, il fallimento dell’amministrazione Biondi a quasi 10 anni dall’insediamento è oramai conclamato e, con le elezioni alle porte, il clima in coalizione è infuocato, reso torrido dalla guerra tra bande che attraversa, in particolare, Fratelli d’Italia per i futuri destini personali di coloro che sono concentrati esclusivamente sulla propria elezione al parlamento. Se il nervosismo è comprensibile, però, non lo sono le bugie, le mistificazioni”.
Così, in una nota, il Pd L’Aquila, replica al comunicato diffuso ieri dai capigruppo di centrodestra in merito al “tentativo del Partito democratico di Elly Schlein di scippare quasi cinque milioni di euro destinati al funzionamento del Centro per i giovani e il servizio civile universale, il progetto, già finanziato con 69 milioni di euro, che prevede la riqualificazione di una parte consistente del progetto Case e la realizzazione di alloggi e strutture a servizio delle nuove generazioni”. (Qui il link)
Di seguito la nota completa del Pd.
“Lo diciamo chiaramente: non accettiamo lezioni dai capigruppo di maggioranza, da chi, in questi anni, non ha mosso un dito per la ricostruzione fisica e immateriale della città. La nostra comunità si è battuta fin dalle primissime ore per salvare L’Aquila, dal tentativo di spogliarla delle principali funzioni amministrative prima e dalla stasi nell’avvio della ricostruzione poi. Ci siamo confrontati e scontrati anche con governi amici, pur di garantire gli strumenti normative e le risorse di cui la città necessitava. E continuiamo a farlo, ogni giorno.
La nostra comunità, con i governi di centrosinistra – l’esecutivo Renzi prima, quello Conte poi – ha assicurato le risorse economiche che, ancora oggi, garantiscono il flusso alla ricostruzione. Abbiamo contribuito a realizzare la governance dei processi di ricostruzione, abbiamo ideato misure normative straordinarie, e innovative, come il meccanismo del 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo economico e sociale che, in questi anni, hanno permesso alla destra di organizzare eventi rivendicati con una grancassa propagandistica degna di altre stagioni politiche. Abbiamo avuto l’intuizione di portare all’Aquila il GSSI, il Maxxi, il festival del Jazz. Abbiamo garantito che, all’interno del Pnrr, vi fossero fondi dedicati ai crateri sismici 2009 e 2016, unica misura ‘verticale’ prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
I nostri parlamentari, e non quelli di destra che hanno preferito spendere i fondi nei loro collegi elettorali, hanno raccolto 20 milioni di euro attraverso i finanziamenti discrezionali della cosiddetta Legge Mancia, mettendoli a disposizione del territorio; risorse con cui è stato acquistato lo spazio della murata Gigotti a Coppito per farne un parco a beneficio principale di quella collettività, risorse messe a disposizione del progetto di Parco urbano di Piazza d’armi, colpevolmente ignorato dalla Giunta Biondi per sette anni e poi stravolto, risorse investite per finanziare l’intervento al Parco del Sole che la destra sta facendo marcire.
Dunque, non accettiamo lezioni da chi, in questi anni, si è limitato ad alzare la mano in Consiglio comunale abdicando al ruolo affidatogli dai cittadini pur di non disturbare il manovratore che, in 10 anni, non ha saputo far altro che sperperare risorse e progetti ereditati.
Di questo siamo disponibili a parlare quando vorranno con i capigruppo di maggioranza che, oggi, accusano falsamente il PD di aver tentato di sottrarre risorse alla città.
La verità sta negli atti: il finanziamento di cui si parla, 69 milioni, sono stati stanziati dall’allora Governo Draghi – con Fratelli d’Italia all’opposizione – per istituire il Centro Nazionale di Formazione del Servizio civile universale all’Aquila, altro intervento voluto fortemente da noi all’interno del Fondo complementare al Pnrr (sempre avversato dai meloniani).
Dopo anni di colpevole ritardo, con il progetto fermo, il Comune dell’Aquila ha chiesto di depositare un emendamento per ampliare le competenze del centro – non ancora nato… – finalizzando risorse per il suo funzionamento. Con un subemendamento, i deputati PD hanno semplicemente proposto di allargare l’intervento a Taranto e Vicenza, e non di cancellare l’emendamento e scippare i soldi all’Aquila come falsamente detto dalla maggioranza in Consiglio comunale.
Se l’emendamento chiesto dal Comune dell’Aquila non è passato è soltanto perché il Governo ha chiesto di ritirarlo. Proprio così. Il Comune dell’Aquila, incapace di realizzare compiutamente il progetto del Centro nazionale di formazione, ha chiesto al Governo di ampliarne le future competenze ma l’emendamento che indirizzava le risorse, presentato dalla destra, è stato ritirato su decisione dello stesso Governo.
Se avessero voluto mantenere lo stanziamento, sarebbe bastato bocciare il subemendamento firmato dai deputati PD. Come mai, invece, lo hanno ritirato? È lecito credere che, in realtà, i capigruppo di maggioranza – su impulso del sindaco – abbiano voluto ribaltare la realtà per nascondere la clamorosa bocciatura alla loro richiesta del governo amico di Meloni.
Questa è la verità.
Ora, ci auguriamo che i capigruppo di maggioranza, con la stessa solerzia, comincino a dare risposte alla città sui problemi mai risolti”.





