ROMA – Un incontro con un amico che non rivedeva “da tanto tempo”, all’uscita dal carcere, prima della cena con Roberto Vannacci: un momento che Fabrizio Di Stefano ha voluto immortalare con delle foto, pubblicate sui social, che lo ritraggono mentre abbraccia Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma uscito da Rebibbia dove era recluso da un anno, 5 mesi e 24 giorni, per traffico d’influenze, nell’ambito dell’inchiesta ‘ Mondo di Mezzo’.

Tanto è bastato per riaccendere i riflettori e immaginare nuovi scenari in Abruzzo sui possibili sviluppi di Futuro nazionale, la creatura politica animata dal generale che sfida il centrodestra guidato dal premier e leader di FdI Giorgia Meloni, e ormai in aperto scontro con il partito che ha ispirato l’ascesa di Vannacci, la Lega del vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini.

E così, dopo le già importanti e numerose defezioni registrate in Abruzzo – basti citare  Simone Angelosante, fondatore della Lega in Abruzzo ed ex consigliere regionale, e Sabrina Bocchino, vice coordinatore regionale – la sensazione è che presto potrebbe approdare in Futuro nazionale anche Di Stefano, 61 anni, esponente di spicco del centrodestra, già deputato e senatore, che nei lunghi anni spesi in politica ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali e ha militato nel Movimento sociale, Alleanza nazionale, Forza Italia, e, appunto, nella Lega Salvini premier, partito con il quale è stato candidato a sindaco di Chieti nel 2020.

Alemanno, che da tempo si batte contro il sovraffollamento delle carceri, questione che ha cercato di portare all’attenzione dell’Esecutivo rivolgendo numerosi appelli al ministro della Giustizia Carlo Nordio, per poi dover riferire che “il governo Meloni non ha fatto niente”, ha ribadito “esco dal carcere da innocente”

E ha poi aggiunto: “Vedrò questa sera Vannacci a cena, è un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa. Parleremo di tante cose, anche se non siamo d’accordo su tutto”.

C’è poi chi non reputa un’operazione possibile, o quantomeno coerente, l’alleanza tra Alemanno e Vannacci, soprattutto vista la linea politica improntata sul rigore a tutti i costi di quest’ultimo ma, a chi glielo fa notare, Di Stefano risponde: “si vede che non conosce bene il diritto: se uno è condannato e sconta la pena, poi ha diritto a fare quello che ritieni di voler fare. Se poi si è condannati per un reato ‘traffico di influenza’ (al singolare e senza l’aggiunta di ‘illecite’ studi un pochino di più), che oggi il legislatore ha depennato dal codice giudiziario perché si è accorto che era assurdo, allora solo per le iene da tastiera vale ancora, invece di dire che si poteva e doveva riconoscere che, mancando il reato, mancava anche l’attivazione per tenerlo in carcere”.

Una visita, quella di Di Stefano, che non è certamente passata inosservata.

E così, commenta Luigi Leonzio, già direttore di Cardiologia-Utic, direttore sanitario aziendale, segretario interregionale Abruzzo Molise Cisl Medici, nonché segretario provinciale Lega Chieti: “Interessante ed emozionante post pubblicato da Fabrizio Di Stefano: Movimento Sociale, Alleanza Nazionale, Forza Italia, Lega Salvini premier. Candidato sindaco a Chieti direttamente da Matteo Salvini ma non ricandidato a consigliere in quota lega nelle recenti elezioni comunali. Incontro con l’amico ‘che non vedeva da tempo’ Gianni Alemanno, all’ uscita dal carcere, in presenza di Vannacci, ideatore e fondatore del nuovo partito politico ‘Futuro Nazionale’ al quale Alemanno ha da tempo già aderito. A breve un altro doloroso dispiacere per Salvini….. ????”.

Un post pubblicato su Facebook che non è sfuggito allo stesso Di Stefano, che ha risposto senza troppi giri di parole: “Caro Luigi lo so che per te è difficile capire certe cose. Ci sono andato solo per amicizia, ma tu lo hai interpretato in chiave politica. Forse perché anche tu in politica ci sei stato, anche se senza mai contarti!! Io mi sono sempre candidato e contato, ed ho sempre vinto, fino a quando i traditori…”.