CHIETI –  Il 4,4% a Chieti, con due consiglieri eletti nella coalizione del campo largo di Giovanni Legnini, un deludente, un 2,2% ad Avezzano, in appoggio del candidato del centrosinistra Roberto Verdecchia, Questo il bilancio delle Comunali abruzzesi per il Movimento 5 stelle, nelle sue sfide principali e in cui il partito si è presentato con il suo simbolo.

A tirare le somme ad Abruzzoweb è dunque Francesco Taglieri, capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio regionale, che evidenzia le luci e che anche le ombre.

“Ad Avezzano sapevamo che la partita era difficilissima, contro il sindaco uscente Gianni Di Pangrazio che ha avuto e continua ad avere un seguito importante. Noi ci siamo mossi soltanto su tematiche contenuti,  al centro abbiamo messo un’agenda politica che racconta effettivamente quella che è la visione rispetto alla gestione amministrativa di un Comune, abbiamo parlato di grandi progetti e visioni per il futuro, lontani da determinati retaggi culturali”.

Nelle competizioni amministrative, spiega poi il consigliere, “noi abbiamo delle difficoltà perché non siamo in possesso di alcuni strumenti che vengono utilizzati o messi in campo da altre realtà, legami con le imprese, con interessi particolari. Il nostro modo di fare politica traccia una agenda per la collettività e che guarda al futuro. E in campagna elettorale, anche ad Avezzano, abbiamo intercettato tante persone che hanno partecipato alle discussioni sulla nostra piattaforma Nova che hanno dato il loro contributo di idee dal basso. Sono contento lo stesso, perché quantomeno abbiamo mantenuto la nostra identità, non inseguendo il consenso a tutti i costi, ma cercando di far capire che la politica si può fare in maniera diversa“.

Discorso diverso, in termini di risultati a Chieti: “Legnini con la sua agenda politica è riuscito a comunicare gli intenti per una città, fissando priorità chiare, dal dissesto idrogeologico al risanamento del bilancio, ma con una visione a lungo termine che abbiamo pienamente condiviso. Legnini ha vinto contro il centrodestra che si è ricompattato al secondo turno, con il presidente della Regione Marco Marsilio che è sceso in campo”.

E giocoforza il pensiero va alle regionali del 2029.

“A Chieti ha vinto l’alleanza del Patto per l’Abruzzo, e per le prossime regionali il nostro compito è quello di lavorare sui contenuti, rafforzare le convergenze e soprattutto individuare un candidato presidente che possa interpretare al meglio tutto questo, un candidato forte e autorevole, e allora sono certo che riusciremo a battere il centrodestra e aprire una nuova stagione per p l’Abruzzo”.

Infine il bilancio delle Comunali a livello nazionale.

“Ad essere sincero non riesco a dire chi ha vinto e chi ha perso, tra partiti e coalizioni. Va però considerata una cosa: nelle elezioni amministrative pesa molto più il candidato, i cittadini non si schierano in modo ideologico, in base alla cultura politica o colore, contano le persone, i candidati. Pensiamo ancora a  Chieti, considerata una città di centrodestra, ma dove Legnini vince perché ha lavorato sui contenuti, perché è un uomo che negli anni ha avuto importanti ruoli, dalla quarta carica dello Stato a commissario sisma  e parlamentare e sottosegretario. Un certificato di garanzia,  rappresenta lui stesso una istituzione”, conclude Taglieri.