CANISTRO – L’imprenditore molisano, il 67enne Camillo Colella, per lunghi anni patron della Santa Croce, ex concessionaria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro, in provincia dell’Aquila, è stato condannato a 4 anni di reclusione. La sentenza è dei giudici del tribunale di Roma, sesta sezione collegiale, accogliendo la richiesta fatta dal pubblico ministero.
A darne notizia il quotidiano La Repubblica. La vicenda riguarda il fallimento della sua società Como srl, ovvero per fatti di bancarotta e fattispecie collegate a una presunta maxi evasione fiscale da oltre 138 milioni di euro.
Non è coinvolta invece la Santa Croce, che ha partecipato alla quarta gara in dieci anni per le concessioni delle sorgenti di Canistro. A novembre la stazione appaltante, l’Agenzia regionale dell’Abruzzo per la Committenza (Areacom), ha escluso sia la Santa Croce sia la Sant’Anna, all’esito della valutazione della documentazione amministrativa, presentata per il bando. E si prospetta ora una quarta gara.
Tornando alla vicenda processuale, secondo l’accusa, Colella “causava per effetto di operazioni dolose il fallimento della Como srl, volutamente consapevolmente gestendo la società con modalità tali da causarne il dissesto, in specie mediante il sistematico inadempimento agli obblighi nei confronti dell’Erario e attraverso condotte volte a ostacolare l’accertamento e la riscossione dei relativi crediti, nonché ad attuare lo svuotamento della società di ogni asset patrimoniale ed economico, in tal modo accumulando, soprattutto a partire dal 2015, un debito tributario pari a euro 137.210.392,83”.
In sede di richieste, il legale della curatela, parte civile nel procedimento, il penalista Renato Archidiacono, aveva sollecitato un risarcimento da 217 milioni di euro.
I giudici hanno disposto che Colella, difeso dagli avvocati Alessandro Diddi e Pier Gerardo Santoro, debba affrontare il risarcimento in separato procedimento.






