ROMA – Iter immediato per il decreto carburanti approvato ieri sera dal consiglio dei ministri. Il provvedimento è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale con data 18 marzo 2026. Il taglio delle accise di 25 centesimi scatta dunque già oggi.
Una mossa anti-speculazione. E per contenere, con un taglio di 25 centesimi al litro, i costi saliti alle stelle dei rifornimenti dal benzinaio.
Il premier Giorgia Meloni, a sorpresa, ha riunito il Consiglio dei ministri alle sette di ieri sera per dare il via libera a un decreto legge che le opposizioni invocano dall’inizio della guerra, e che ora a tre giorni dal referendum ha, la critica immediata del Pd, un sapore tutto “elettorale”.
Il governo ha stanziato poco più di mezzo miliardo per fermare subito “gli aumenti ingiustificati” e “la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”, rivendica invece la premier, che la scorsa settimana in Parlamento aveva chiesto tempo per valutare bene come calibrare un intervento che è a tempo ma che l’esecutivo è pronto a prorogare se la crisi non dovesse rientrare.
Per tutta la giornata tra Mef, Mase e Palazzi Chigi si è lavorato a come chiudere il pacchetto. Meloni ha chiamato Gilberto Pichetto Fratin e Giancarlo Giorgetti per fare un punto in mattinata, prima di andare insieme a loro e agli altri ministri alla consueta colazione con Sergio Mattarella al Quirinale che precede il vertice Ue.
In quella sede la premier avrebbe preannunciato al presidente della Repubblica l’intenzione di agire con un decreto legge.
Alla fine si va al taglio delle accise per 20 giorni (con conseguente calo dell’Iva) che si traduce nei 25 centesimi di meno alla pompa.
Proprio la misura perorata per tutto il giorno da Matteo Salvini, che a Milano incontra i petrolieri e lancia anche l’idea (già adottata da Viktor Orban) di un “tetto” al prezzo di benzina e diesel. I tecnici in effetti lo valutano ma solleva troppi problemi (non da ultimo quello della concorrenza in un libero mercato) e la misura è stata abbandonata in favore delle accise.
C’è poi anche il rafforzamento dei poteri ispettivi di Mr. Prezzi, e le “sanzioni” che colpiranno benzinai ma anche fornitori che si dovessero dimostrare speculatori. Per gli autotrasportatori si rispolvera invece il credito d’imposta già applicato allo scoppio della guerra in Ucraina, esteso alla pesca al 20%.
È Salvini, e non la premier, ad annunciare per primo il “sostanzioso” calo delle accise approvato dal Cdm, quando la riunione è finita da nemmeno dieci minuti. Era già programmata – sottolineano dalla Lega – la sua presenza in tv per la campagna referendaria e l’occasione si presenta con un tempismo perfetto per rivendicare l’azione di protezione nei confronti degli italiani che “pagheranno di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli”. In contemporanea, peraltro, Antonio Tajani diffonde un video per assicurare che già da subito automobilisti e autotrasportatori potranno godere della misure anti-rincari.





