L’AQUILA – “Era diventato un corteo privo di contenuti emotivi, soltanto una cosa da dover fare, un’abitudine da reiterare priva di profondità. Abbiamo preferito un momento di riflessione più autentico: chi verrà si riunirà nel dolore, non verrà a fare una sfilata”.
Così, ad AbruzzoWeb, Maria Grazia Piccinini, avvocato di Lanciano (Chieti) e madre di Ilaria Rambaldi, studentessa di ingegneria edile morta a 25 anni la notte del terremoto 2009 all’Aquila, d’accordo con la maggioranza dei familiari delle vittime sull’evitare, almeno per quest’anno, a 17 anni dalla tragedia, la fiaccolata che si è sempre svolta nella notte del 5 aprile. (Qui il link)
Una valutazione maturata dopo anni di sofferenze e battaglie: “Chi ha avuto perdite gravi, chi ha perso affetti quella notte, convive con il dolore ogni giorno. Per noi non è una parentesi, un evento di circostanza”.
“Va poi evidenziato – aggiunge – che molti tendono ad accantonare il terremoto, a ritenerlo una cosa superata di cui non si deve più parlare. Altro che memoria. Ricordo, ad esempio, delle polemiche emerse quando si parlava di realizzare il Parco della Memoria, tra chi lamentava la realizzazione perché non voleva affacciarsi su un cimitero e chi avrebbe preferito veder realizzare un parcheggio”.
“Purtroppo – rimarca Piccinini – in questi anni non è stato fatto niente per onorare davvero la memoria di chi ha perso la vita. Abbiamo risolto i problemi? Sono state risarcite le vittime? Sono stati indennizzati i parenti? Niente di tutto questo, la verità non è mai stata raggiunta, è solo passato del tempo che non ha mai reso giustizia, nessuno ci ha aiutati”.
Quindi, tra le altre cose, il riferimento, dopo i numerosi appelli alla politica, per un intervento di legge che ricalchi quello disposto per i superstiti e dei familiari delle 29 vittime della tragedia dell’hotel di Rigopiano, travolto da una valanga a Farindola nel 2017, con il quale sono stati stanziati dieci milioni di euro dal Ministero dell’Interno.
Un intervento, ricorda Piccinini, che ha dato vita all’Associazione Ilaria Rambaldi Onlus, atteso da anni: “Nessuno si è mai mosso. È l’ennesima dimostrazione che quando c’è da sostenere le nostre ragioni, alla prova dei fatti, non succede niente. Tutto questo ci offende e riapre ogni volta, come se ce ne fosse bisogno, nuove ferite”.
Un primo segnale del malcontento, spiega Piccinini, si era già manifestato in occasione della cerimonia di apertura della Capitale italiana della Cultura 2026, lo scorso 17 gennaio: “Come familiari delle vittime siamo stati contattati all’ultimo momento, un invito che non era altro che una foglia di fico. Infatti nessuno è andato”.





