PESCARA – A seguito della guerra scatenata in Medio Oriente dagli Stati Uniti e da Israele, anche in Abruzzo sono numerose le segnalazioni da parte delle imprese di rincari ingiustificati sui materiali da costruzione.

A lanciare l’allarme è dunque il presidente di Ance Abruzzo, Enrico Ricci, che chiede urgenti interventi per arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi sottolineando che “intervenire solo su carburanti e bollette non basta: serve misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise”.

“Già dalla scorsa settimana, e in aumento nelle ultime ore, stiamo ricevendo segnalazioni da parte delle nostre imprese di rincari dei materiali da costruzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l’acciaio e con aumenti dei costi di trasporto – spiega Ricci – “Purtroppo gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nel territorio regionale è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr e della ricostruzione post sisma nei tempi previsti”.

Conclude Ricci: “senza un intervento urgente le imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema. Auspichiamo l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto”.