TERAMO – Chiudere il cerchio di una già prestigiosa carriera politica, diventando sindaco della sua Teramo, sulle orme del padre Antonio Gatti. Contando sul suo bagaglio personale di voti, faticosamente riempito in anni di lavoro sul territorio e di imbastitura di relazioni e alleanze.
A questo obiettivo starebbe lavorando già alacremente il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, l’avvocato 5oenne Paolo Gatti, presidente della quinta commissione Sanità, in ampio anticipo rispetto alle comunali previste nel giugno del 2028. Anche perché per lui una promozione al Parlamento nel 2027 è una strada assai stretta, vista la ressa di pretendenti in Fdi, dentro cui il dominus della politica teramana non ha buoni rapporti con il presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fdi.
“Oramai un corpo estraneo, un battitore libero” nel partito di Giorgia Meloni, c’è anzi chi assicura. Mentre invece Gatti sul territorio teramano gode di un forte consenso e di una capillare rete di potere e relazioni, ed è per questo che del resto Marsilio si convinse pragmaticamente al dare il via libera alla sua candidatura in Fdi alle regionali del marzo 2024, dove Gatti non deluse le aspettative da cavallo vincente, prendendo ben 10.878 preferenze, secondo in assoluto in Abruzzo dietro solo all’ora assessore al Bilancio, Mario Quaglieri, anche lui di Fdi, con 11.754 voti.
Confermando insomma il blasone “mister preferenze”, meritato con le due precedenti elezioni all’Emiciclo sotto i vessilli di Forza Italia, 10.120 voti nel 2009, con il centrodestra di Gianni Chiodi, teramano come lui e di cui è stato potente assessore al Sociale, 10.875 voti nel 2014, per altri cinque anni questa volta all’opposizione di Luciano D’Alfonso del Pd.
In linea di principio, tra i capoluoghi di provincia, Teramo dovrebbe spettare a Fratelli d’Italia, di grani lunga primo partito del centrodestra, assieme all’Aquila, con Pescara blindata da Forza Italia, e Chieti, dove si vota a fine maggio che dovrebbe andare alla Lega, ma dove in realtà Fdi e Fi spingono per un civico.
Occorre però ora vedere con quale insegna potrà Gatti conquistare il palazzo di città a Teramo, dove il sindaco del centrosinistra, Gianguido D’Alberto, già al suo secondo ed ultimo mandato non potrà essere della partita, e già lavora ad una candidatura in Regione.
Per dare una spallata al centrosinistra ad affiancare Gatti ci sarà poi senz’altro Paolo Tancredi, amico e sodale di vecchia data del consigliere regionale, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, segretario regionale di Noi Moderati.
Starebbe lavorando ad una lista civica, pronta ad appoggiare Gatti, l’ex sindaco di Forza Italia, Maurizio Brucchi, ora direttore sanitario della Asl di Teramo, nonostante nel 2017 si dovette dimettere da primo cittadino, pugnalato alle spalle dai consiglieri di Futuro in, la creatura civica di Gatti. Il tempo evidentemente rimargina le ferite.
Va anche detto che a Marsilio e ad una buona parte di Fdi andrebbe bene un addio anticipato dal Consiglio regionale da parte di Gatti, che si è già messo contro le politiche di riduzione del drammatico deficit della sanità, rivendicando un ruolo di controllo e protagonismo da parte del consiglio, e sbarrando la strada ad una sorta di commissariamento da parte della Giunta come avrebbe voluto il presidente e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì. Gatti, pur non alzando il livello dello scontro, è poi contrario a due norme bandiera del centrodestra e di Marsilio da qui a fine mandato, la legge elettorale con il collegio unico, e la riforma della governance del ciclo idrico, che nell’attuale versione, messa a punto dal presidente del consiglio , Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, ridurrà a solo due in Abruzzo gli enti gestori rispetto agli attuali sei.
In ogni caso Marsilio è pienamente consapevole che a Teramo città i voti di Fdi sono soprattutto quelli di Gatti, dunque la sua sarebbe una candidatura indubbiamente forte e vincente, che strapperebbe in ogni caso al centrosinistra, dopo dieci anni, il governo della città. Poco conta che a non essere d’accordo sia la Lega, che ha in consiglio comunale Berardo Rabuffo, visto che i salviniani a Teramo contano molto poco.
Pronti a sostenere come un sol uomo Gatti è Futuro in, che dopo la cocente sconfitta alle elezioni del 2023 e la riconferma di D’Alberto per un secondo mandato, oggi in consiglio ha Franco Fracassa Alessandro Di Berardino e Laura Angeloni, essendo risultato primo partito del centrodestra sconfitto di Carlo Antonetti, con 4.061 voti, rispetto ai 2.878 di Fdi e ai 1.806 di Forza Italia- Noi moderati.
Vengono considerati poi vicini a Gatti sono anche, in Forza Italia, i consiglieri Mario Cozzi e in Fratelli d’Italia Luca Corona.
Come pure, nella società acquedottistica Ruzzo, il direttore generale Pierangelo Stirpe, la presidente Alessia Cognitti, il componente del cda Alfredo Grotta. Vicini Gatti sarebbero anche, vox populi, anche Massimiliano Nardocci, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), e la dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Clara Moschella.
Aggiungiamo pure che la consigliera regionale di Fdi, Marilena Rossi della vicina Bellante, presidente provinciale del partito, è stata eletta nel 2024 grazie al sostegno di Gatti.
Ad un altro uomo forte di Fdi in provincia di Teramo Umberto D’Annuntiis, sottosegretario di Giunta, che il suo feudo lo ha in Val Vibrata, un Gatti candidato sindaco andrebbe benissimo in vista della sua intenzione di essere riconfermato alla Regione nel 2029, senza un campione di preferenze come suo competitor interno nella provincia teramana. Filippo Tronca





