TAGLIACOZZO – Forti emozioni a Tagliacozzo, il provincia dell’Aquila, nel locale Ada Nurzia, nella la centralissima piazza dell’obelisco per la performance Vicolo sud, dedicato al canto delle culture popolari abruzzesi e del sud Italia.
Protagonista con le danze e racconti Anna Anconitano, assieme al musicista Denis Di Donato.
Anna Anconitano è fondatrice del progetto “Paesi Danzanti”, avviato nel 2014, un patto tra comunità, comprendente attualmente oltre 30 soggetti tra Comuni, Pro Loco, Associazioni culturali per la creazione e il mantenimento di una rete di culture locali diffusa sul territorio abruzzese.
Il progetto è imperniato su iniziative di rivitalizzazione dei balli della tradizione popolare abruzzese, ma non solo, esso si configura come un patto di ricerca, di documentazione e di pratica della memoria collettiva attraverso la danza, la musica e il canto nelle comunità locali.
Ricercatrice esperta di danze popolari, Anconitano attraverso una ricerca pluriennale fondata sull’aspetto antropologico della musica e della danza della tradizione popolare abruzzese e italiana, ha sviluppato una personale dimensione coreutico-musicale, incentrata nell’attualizzazione di alcune forme espressive delle culture popolari locali delle regioni del centro sud.
In particolare il suo lavoro di ricerca etnografica e di documentazione si è focalizzato su forme coreutiche poco documentate riemerse all’interno di piccole comunità locali di appartenenza, all’interno delle quali esse sono ancora oggi praticate.
Dal 2010 è direttore artistico del Majella Etno Festival di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pescara) ed è stata referente per l’Abruzzo di Intangible Culture Heritage Network, rete internazionale per la salvaguardia della cultura immateriale, afferente all’Unesco.
L’obiettivo di Paesi danzanti è riproporre le matrici tradizionali “in un intreccio vitale di contemporaneità e diversità, partendo dagli aspetti più antichi e documentati della tradizione per aprirsi alla reinterpretazione gioiosa, sorprendente e spontanea di riscoperta e pratica, di ri-funzionalizzazione di questi balli in contesti locali autentici di festa. L’esperienza diventa una fucina coreologica di comunità, in una geografia culturale del gesto e dei suoi significati, in cui è possibile non solo abilitare i partecipanti al ballo ma anche stimolarli a proseguire in maniera autonoma un percorso di conoscenza e di approfondimento della tradizione locale”.
“Ogni incontro, ogni paese danzante, diventa lo spazio vivo nel quale ri-scoprire culture orali e tradizioni di suoni e danze, anche quelle appartenenti ad altri territori. La metodologia prevede sempre un primo approccio alla bellezza e all’intensità dei vari balli, per poi approfondirne la conoscenza nelle stesse comunità di appartenenza con la partecipazione di nuclei familiari e gruppi di portatori di interesse locali e trans-locali”.
Ad oggi le attività organizzate nel Progetto Paesi danzanti sono state oltre 500 su tutto il territorio regionale e nazionale.






