PESCARA – “Chi amministra una città ha il dovere di dire la verità ai cittadini, anche quando la verità è meno comoda delle false promesse gridate in campagna elettorale. In questi giorni assistiamo a un vero e proprio festival ‘di chi la dice più grossa’: dichiarazioni roboanti che, però, non hanno alcun contatto con la realtà di un’amministrazione pubblica. Sulla sicurezza ho sempre parlato con chiarezza. Le strategie e la distribuzione degli uomini e delle donne sul territorio non le decide il sindaco, ma la Prefettura, che praticamente ogni settimana riunisce il tavolo del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza con tutte le Forze dell’Ordine”.

Così, in una nota, Carlo Masci, ricandidato a sindaco del centrodestra alle elezioni parziali che si terranno in 23 sezioni l’8 e il 9 marzo a Pescara.

Tra le altre cose, Masci sosserva: “Sembra di assistere a una puntata di Scherzi a Parte. Il personale è già stato incrementato e sarà ulteriormente rafforzato entro agosto con agenti che resteranno stabilmente in città, in base a una distribuzione fatta a livello centrale secondo criteri oggettivi su cui i Comuni non hanno nessuna incidenza. Ce lo ha comunicato direttamente il capo della Polizia, il prefetto Vittorio Pisani. A questo punto una domanda viene spontanea: Domenico Pettinari (candidato civico, ndr) da chi si farebbe aumentare il personale della Questura… da Zorro?”.

Di seguito la nota completa.

 

A quel tavolo partecipo attivamente da sei anni e mezzo per portare le segnalazioni, le preoccupazioni e le istanze che mi arrivano direttamente dai cittadini e per fare la mia parte istituzionale. Ma non sono io — né lo è qualsiasi altro sindaco d’Italia — a stabilire quanti agenti devono essere impiegati nelle strade: queste sono competenze precise dello Stato e delle autorità di pubblica sicurezza. Questi professionisti della pubblica sicurezza, dal prefetto al questore ai comandanti delle Forze dell’Ordine, sanno il fatto loro e adottano le tecniche più all’avanguardia, usate in tutta Italia, a seconda delle fattispecie di reati, per contenere i fenomeni di criminalità, che esistono a Pescara come in tutte le altre città d’Italia. Per questo fa sorridere assistere a scene come quella di Pettinari che gira per il centro a contare, uno per uno, uomini e donne in divisa. Allo stesso modo è bene chiarire che, come sindaco, ho più volte sollecitato il Ministero competente sul progetto “Strade Sicure” che viene assegnato alle città sulla base di determinati presupposti e indici di allarme sociale.

Evidentemente viviamo in una realtà che, paragonata alle altre, ha una condizione di vivibilità che non impone da parte dello Stato scelte più drastiche, anche perché da noi le Forze dell’Ordine svolgono un’attività di controllo molto capillare. Certo, se qualcuno vuole far credere che si possa far sparire la criminalità, azzerare i venditori di morte, cancellare i tossicodipendenti, sta solo illudendo i pescaresi. Quanto al cosiddetto “vigile di quartiere”, qualcuno dovrebbe informarsi meglio: in centro esistono già due presidi fissi della Polizia Locale, uno in piazza Sacro Cuore e uno al parcheggio del Bingo, proprio di fronte piazza Santa Caterina.

Da lì gli agenti della P.L.— che ringrazio sempre per il lavoro prezioso che svolgono ogni giorno — operano costantemente, insieme agli agenti dei corpi di Pubblica Sicurezza dello Stato, su quel quadrilatero e sul territorio in generale. E poi c’è un dato concreto che spesso viene dimenticato: oggi a Pescara sono attive circa 700 telecamere di videosorveglianza a disposizione delle Forze dell’Ordine. Uno strumento fondamentale, utilizzato con una frequenza giornaliera, che consente di individuare rapidamente i responsabili dei reati e di contrastare i crimini in tempi sempre più veloci. Allo stesso modo va ricordata una scelta amministrativa molto chiara: l’abbattimento del Ferro di Cavallo e dei palazzi Clerico. Parliamo di strutture che per anni sono state considerate come veri e propri fortini dello spaccio e della criminalità. Demolirle ha significato togliere coperture e nascondigli, rendere visibili e riconoscibili gli spacciatori e permettere alle Forze dell’Ordine di intervenire con maggiore efficacia.

Non è un caso che oggi assistiamo a un aumento delle retate e degli arresti proprio contro lo spaccio. Abbiamo inoltre portato avanti un’altra scelta precisa: riqualificare molti luoghi che erano diventati simboli della criminalità organizzata e restituirli alla collettività, trasformandoli in spazi per il sociale, per le associazioni e per i cittadini. Penso al parco dell’infanzia o alle case confiscate alla criminalità organizzata, riqualificati e messi a disposizione dei cittadini per attività sportive, ludiche e sociali. Questo significa fare sicurezza sul serio: non solo repressione, ma anche recupero urbano e presenza dello Stato nei quartieri.

Quello che trovo davvero grave è il modo superficiale con cui alcuni miei avversari parlano di sicurezza, perché così facendo finiscono per sminuire il lavoro straordinario che quotidianamente svolgono Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Donne e uomini che hanno gli occhi aperti su tutto e che meritano rispetto, non volgare propaganda elettorale. E poi c’è la promessa più curiosa di tutte: quella di aumentare il personale della Questura. Davvero? Siamo arrivati a questo punto?

Sembra di assistere a una puntata di Scherzi a Parte. Il personale, tra l’altro, è già stato incrementato e sarà ulteriormente rafforzato entro agosto con agenti che resteranno stabilmente in città, in base a una distribuzione fatta a livello centrale secondo criteri oggettivi su cui i Comuni non hanno nessuna incidenza. Ce lo ha comunicato direttamente il Capo della Polizia, il Prefetto Pisani. A questo punto una domanda viene spontanea: Pettinari da chi si farebbe aumentare il personale della Questura… da Zorro?

Ma veramente qualcuno può pensare che i vertici della Polizia di Stato o dell’esercito inviano il personale in maniera arbitraria a seconda dei “desiderata” dei sindaci, o dei prefetti, o dei questori o dei rapporti personali?  Ma dov’è  finita la serietà? Per fortuna i pescaresi non sono ingenui. Sanno distinguere tra chi parla per slogan e chi, invece, conosce davvero come funziona l’amministrazione. E soprattutto sanno riconoscere chi amministra con correttezza e concretezza e chi continuerà solo a fare un’eterna becera campagna elettorale”.