AVEZZANO – Le elezioni di Avezzano si aprono a possibili scenari clamorosi in quello che potrebbe diventare un laboratorio delle nuove forze politiche che si affacciano nel panorama nazionale e, tra guerre fratricide ed alleanze inedite, si alzano voci sempre più insistenti su partecipazioni eclatanti, a partire da quella di Futuro nazionale, creatura del generale Roberto Vannacci.
Rumors che si rincorrono da giorni, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali, che potrebbero minare con ancora maggior vigore gli equilibri di coalizioni che si presenteranno al voto, il 24 e 25 maggio prossimi, già spaccate e riaprendo crepe a più livelli.
Data per certa, invece, la presenza di “Dimensione Bandecchi”, contenitore politico promosso dal sindaco di Terni Stefano Bandecchi, rinviato a giudizio per evasione fiscale da 20 milioni di euro nel suo ruolo di amministratore dell’università telematica Unicusano, che nei giorni scorsi ha inviato decine di mail campione dove si chiede apertamente agli avezzanesi di scendere in campo con “Dimensione Bandecchi” al fianco del ricandidato a sindaco Gianni Di Pangrazio, a capo dell’allargata coalizione civica al fianco di Lega, Udc e Azione Politica.
In questo contesto, irrompe a sorpresa la possibile discesa in campo del partito di Vannacci, generale “scomodo” già vicesegretario federale della Lega che in poco più di due anni ha trasformato equilibri interni e aperto un dibattito sull’identità del partito, andato via dal carroccio in aperta polemica con il leader Matteo Salvini, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
E in questo caso, si segnerebbe un’ulteriore frattura visto che Futuro nazionale sarebbe pronto a sostenere il candidato a sindaco Alessio Cesareo, ex questore a capo della coalizione formata dai restanti partiti del centrodestra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati.
È stata proprio FdI, con in testa il capogruppo in Consiglio regionale Massimo Verrecchia, a parlare di “inciucio” e “tradimento” della Lega, capace “di arrivare a schierarsi al fianco del Partito democratico”, che è ad un passo dall’entrare nella coalizione di Di Pangrazio, seppure dietro una lista civica, accusando il sottosegretario di Stato Masaf l’aquilano Luigi D’Eramo, fedelissimo di Salvini, e il segretario regionale e capogruppo in Regione il pescarese Vincenzo D’Incecco, di essere entrati a gamba tesa nella politica avezzanese, da “colonizzatori”.
Una scelta di coerenza, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa che lo scorso 18 febbraio ha dato inizio alla campagna elettorale: “La Lega non deve giustificare nulla a nessuno. Non appoggiare Gianni Di Pangrazio sarebbe stato un atto di incoerenza, visto il lavoro svolto in questi anni, e la scelta è stata fatta dal territorio, non da presunti colonizzatori. Le accuse di Verrecchia mi fanno dunque sorridere, ma io non mi arrabbio”. (Qui il link)
Una trama che si infittisce ogni giorno con nuovi colpi di scena e che viene letta a distanza dal Patto per Avezzano, la coalizione di centrosinistra composta da Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Italia Viva, Rifondazione Comunista, Demos – Democrazia Solidale, guidata dal candidato a sindaco Roberto Verdecchia.
In attesa di avere aggiornamenti sulle reali intenzioni di Vannacci, intanto, Bandecchi si è già fatto vivo.
Eletto con il centrodestra alla guida del capoluogo umbro, dopo la rottura con gli alleati è passato ad Alternativa popolare, per poi candidarsi alle Regionali 2025 in Campania con Dimensione Bandecchi, movimento – si legge sul sito – che “nasce da una scelta chiara: costruire un progetto politico autonomo, libero da compromessi, condizionamenti e vecchie logiche di partito. Dimensione Bandecchi non è di destra, non è di sinistra, non è di centro. È dalla parte di chi lavora, di chi produce, di chi ogni giorno si alza presto per mandare avanti famiglie, imprese e territori. È una risposta diretta a un sistema politico che da anni promette e non mantiene, che rallenta invece di accelerare, che divide invece di risolvere”.
Scrive in una nota il Patto per Avezzano: “Dopo la conferenza stampa della Lega, la maschera è definitivamente calata: il sindaco uscente non è civico e lontano dai partiti di centrodestra, come vorrebbe far credere. Allo stesso tempo, il Patto per Avezzano, con il suo candidato a sindaco Roberto Verdecchia, si conferma come l’unica vera alternativa tanto alla destra finto civica del sindaco Giovanni Di Pangrazio che a quella del candidato Alessio Cesareo”.
E ancora: “Di fronte alle scene viste nel Palazzo comunale che si sommano alla discesa in campo dell’indagato anzi ora imputato, Stefano Bandecchi al fianco del sindaco uscente, resta il dubbio che Di Pangrazio non sia il candidato ufficiale del centrodestra solo a causa del prolungato personalismo avuto con Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale e con altri personaggi non in linea con lui”. (a.c.)






