AVEZZANO – “La Lega non deve giustificare nulla a nessuno. Non appoggiare Gianni Di Pangrazio sarebbe stato un atto di incoerenza, visto il lavoro svolto in questi anni, e la scelta è stata fatta dal territorio, non da presunti colonizzatori. Le accuse di Verrecchia mi fanno dunque sorridere, ma io non mi arrabbio”.

La Lega ha avviato oggi la campagna elettorale per le elezioni amministrative di Avezzano di maggio, in una gremita sala De Nicola del Comune e, come ribadito con forza dal sottosegretario di Stato all’Agricoltura, Luigi D’Eramo, convintamente e risolutamente nella coalizione civica del sindaco uscente, Gianni Di Pangrazio, con il suo simbolo, al fianco di altri due partiti del centrodestra, l’Udc e Azione Politica.

Di fatto una rottura con gli altri alleati canonici, al Governo, in Regione e in tante altre amministrazioni, ovvero Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati, che invece sostengono ad Avezzano l’ex questore Alessio Cesareo.

Più di un relatore ha risposto per le rime al capogruppo di Fratelli d’Italia in Consilio regionale, Massimo Verrecchia, vero ispiratore della candidatura di Cesareo, e che ha accusato la Lega, anche in una recente intervista ad Abruzzoweb, di “tradimento”, di “inciucio”, di arrivare a schierarsi al fianco del Partito democratico, che è ad un passo dall’entrare nella coalizione di Di Pangrazio, seppure dietro una lista civica, come a dire “il diavolo e l’acqua santa”, e ha preso di mira in particolare proprio l’aquilano D’Eramo e il pescarese D’Incecco, “colpevoli” di essere entrati a gamba tesa nella politica avezzanese, da “colonizzatori”.

Motivo di fondo della scelta della Lega è però che nella maggioranza di Di Pangrazio, oggi presente all’evento, ci sono l’assessore Cinzia Basilico e il consigliere Antonio Del Boccio, 55enne ufficiale della polizia provinciale, nel 2020 candidato come sindaco con la civica Io per Avezzano, ottenendo il 6,6% in una competizione, dove Di Pangrazio ha battuto al ballottaggio Tiziano Genovesi, ai tempi nella Lega, ora in Forza Italia. Del Boccio, assieme a Basilico ha dunque aderito alla Lega, e si è candidato alle regionali del marzo 2024, prendendo 2.267 voti, sfiorando l’elezione.

Di Pangrazio ha da parte sua ringraziato la Lega “per la lealtà che sta dimostrando. Abbiamo raccolto una città a pezzi e ferma. Ho subito colpi bassi da qualche stratega della politica, ma non mi sono fermato. Non sono contro i partiti, ho solo scelto di lavorare per la città”.

Ha dunque aggiunto Del Boccio: “La nostra è una scelta di continuità e di coerenza politica, un segno di continuità, di una buona amministrazione e di condivisione del progetto politico che la Lega ha sposato, esprimendo anche un assessore, che ha lavorato bene sul fronte per noi centrale della sicurezza”.

Oltre a D’Eramo, Del Boccio, Di Pangrazio e Basilico, hanno preso la parola Emanuele Imprudente, vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Vincenzo D’Incecco, coordinatore regionale, Daniele Ferella, segretario provinciale, Andrea Longo, consigliere provinciale, Jacopo Angelini, coordinatore cittadino.

La lista elettorale è in via di composizione, e a breve saranno svelati tutti i 24 candidati, di cui certi sono comunque Del Boccio, Basilico e Angelini.

E veniamo agli strali lanciati contro Verrecchia, quelli di D’Eramo, innanzitutto: ” La decisione di appoggiare Di Pangrazio è stata una determinazione della Lega di Avezzano, come è nella tradizione del Carroccio, che è il partito dei territori. Quando sento il consigliere Verrecchia fare determinate affermazioni mi viene da sorridere. Del resto siamo in maggioranza da oltre due anni e quindi è un discorso di coerenza continuare a sostenere la ricandidatura di un sindaco civico della cui maggioranza la Lega è stata una parte importante e fondamentale in questi due anni. E quindi non esistono colonizzatori, nella Lega c’è sostanzialmente un’autonomia anche dei territori nel determinarsi”“.

Piuttosto “è un dato incontrovertibile che una parte importante della maggioranza del sindaco Di Pangrazio, ad esempio nelle ultime elezioni regionali, ha sostenuto il centrodestra. Massimo credo debba essere un po’ più cauto quando fa questo tipo di affermazioni, ma io non mi arrabbio”.

Stesso concetto ribadito dal coordinatore regionale D’Incecco: “Questa è una scelta del territorio, e sarebbe stato comunque incoerente lasciare un’amministrazione che ha ben operato, che ci ha consentito di esprimere le nostre migliori potenzialità. E siamo convinti che ci saranno altri cinque anni di buona amministrazione, di investimenti e di risposte ai cittadini”.

Per Imprudente: “si è creato un rapporto di rispetto e condivisione in una coalizione civica che guarda all’interesse della città. La partita vera inizia oggi”.

Ha aggiunto Del Boccio, riferendosi ancora a Verrecchia: “È il gioco delle parti, in campagna elettorale ci può stare, spero che comunque i toni si mantengano nell’alveo dell’educazione e del rispetto, perché le campagne elettorali passano, le persone restano”.

E per quello che riguarda la coabitazione con il Pd, ha tagliato corto Del Boccio: “La Lega avrà il proprio simbolo, e non ci risulta ad oggi che il Pd farà parte della coalizione, Di Pangrazio non ci ha comunicato nulla in tal senso, e noi non abbiamo avuto alcuna interlocuzione con il Pd. A noi risulta che nella coalizione ci sono ad oggi forze civiche e tre componenti storiche del centrodestra: noi, l’Udc e Azione politica, oltre le quali non ci sono altre sigle politiche e partitiche”.

È partito all’attacco anche il segretario provinciale Ferella, che ha definito Cesareo “un candidato tecnico, messo lì perché il centrodestra non ha saputo scegliere un nome”, per poi aggiungere, rivolto ancora una volta a Verrecchia e al resto del centrodestra: “vogliamo dire questo a chi si sente l’unico detentore del centrodestra in questa città e cerca di esserlo anche in questa provincia, trattando tutti come suoi come servi”.

Andrea Longo ha infine ricordato: “A luglio eravamo a un tavolo con le segreterie provinciali per decidere insieme il da farsi ad Avezzano. Invece, pochi mesi dopo, ci siamo ritrovati il nome del candidato sindaco Cesareo, per nulla condiviso, e abbiamo così preferito restare con chi ha ben amministrato”.