CHETI – Luciano D’Alfonso candidato sindaco del centrosinistra a Chieti: è questo il clamoroso progetto a cui, per ora sotto traccia, starebbe lavorando parte della coalizione di centrosinistra in vista delle elezioni di primavera nel capoluogo teatino, dove sta governando il medico Diego Ferrara, alla guida di una maggioranza di campo largo.

Secondo quanto si è appreso, a perorare la discesa in campo di un pezzo da novanta della politica regionale tra i più apprezzati a Roma tra i dem e non solo, sarebbe un costituendo comitato ispirato da Rocco Del Conte, noto e stimato dentista teatino.

Non si sa se l’”invito” possa essere raccolto dal titolato uomo politico pescarese già presidente della Provincia di Pescara, sindaco di Pescara, presidente della Regione Abruzzo, senatore ed ora deputato del Partito democratico in scadenza nel settembre del 2027, e con il problema di assicurarsi un terzo mandato, visti i tanti aspiranti ad uno scranno parlamentare.

Ma al di là dell’epilogo, la proposta che sarebbe già stata formulata al 60enne D’Alfonso, nativo di di Lettomanoppello, in provincia di Pescara, ad una ventina di chilometri da Chieti città, è destinata a scuotere il centrosinistra regionale e teatino visto che nella coalizione si sono fatti finora più nomi, oltre all’uscente Ferrara, non ultimo quello dell’ex sottosegretario all’economia e deputato Giovanni Legnini, ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ex commissario straordinario alla ricostruzione del cratere sismico 2016, candidato nel marzo 2019 alla presidenza della Regione sconfitto dall’attuale governatore, Marco Marsilio, di FdI,  nel post D’Alfonso con il quale da anni non corre buon sangue, per usare un eufemismo.

Legnini per ora non si sbilancia, e attende gli sviluppi. C’è anche da dire poi che Ferrara gode della stima di molti e rivendica il diritto di portare a termine l’opera, dopo aver espugnato nel 2020 contro ogni pronostico una roccaforte del centrodestra, al ballottaggio, contro il candidato leghista Fabrizio Di Stefano, con il 57,3% contro il 42.6%, e avendo però ereditato un Comune sull’orlo del dissesto finanziario.

Va anche detto che il nome di D’Alfonso circola come candidato sindaco di Pescara, o meglio della nuova Pescara, che dovrebbe essere costituita a seguito della fusione con Montesilvano e Spoltore, entro gennaio del 2027, anche se tante sono le resistenze e concreto è il rischio di uno slittamento ulteriore, al 2029, con buona pace del referendum del 2014 e poi della legge regionale del 2023 che aveva fissato percorso e tempistiche della fusione.

In ogni caso se nel centrosinistra siamo ancora alle ipotesi, tutte da valutare, non vanno meglio le cose nel campo del centrodestra, anch’esso spaccato,  e dove sono in ballo per Fdi, Giuseppe Giampietro, ex vicesindaco, il direttore di Confartigianato Chieti, Daniele Giangiulli e l’avvocato Cristiano Sicari, e ultimo nome entrato nel pallottoliere quello dell’avvocato Monia Scalera, garante dei detenuti e candidata di Fdi alle regionali del 2019.

La Lega che però punta i piedi, e intanto nel suo interno si è scatenata pure la lotta tra chi vuole come candidato salviniano Mario Colantonio, capogruppo in consiglio, e chi trama nell’ombra a favore di Liberato Aceto, consigliere comunale anche lui ed ex consigliere regionale.

Forza Italia non si è espressa ma ha designato già a febbraio dell’anno scorso capolista alle elezioni Maura Micomonaco, nuova responsabile femminile comunale. Alle liste sta lavorando Sara Marcozzi, ex Movimento 5 stelle, e due volte candidata presidente della Regione, che poi a luglio 2023 è passata in Forza Italia, mancando alle regionali del marzo 2024 la rielezione per un terzo mandato all’Emiciclo.

C’è poi in corsa anche come civico di centrodestra, Nino Germano, il vice caporedattore del Tgr Rai Abruzzo. E in tal caso, anche con D’Alfonso il campo la sfida sarebbe tra due esponenti delle giovanili della Dc, con l’ora senatore poi transitato nella Margherita e poi nel Pd. Filippo Tronca