SAN VITO CHIETINO –  “Per cucinare il pesce non devi inventarti nulla, devi solo saperlo acquistare e metterlo fresco”.  Questo insegnava ai suoi figli e nipoti Filippo De Sanctis, grande e indimenticato ristoratore di San Vito Chietino, lungo la costa dei Trabocchi, che negli anni ’50 ha aperto la storica trattoria “Da Filippo”,  dagli anni ‘ 80 “L’Angolino di Filippo”.

Una lezione che ha ben imparato il figlio, Levino De Sanctis, 64 anni, che insieme alla moglie Alessandra Piscopo, nel 2020 ha deciso di aprire un ristorante di pesce anche a Milano, “Levino”, nella centralissima via Pietro Custodi, zona Porta Ticinese, a poca distanza  dall’Università Bocconi.

Ristorante che si aggiunge a quelli storici in Abruzzo, oltre a “L’Angolino di Filippo2, “Sottosale” ed “Essenza”. E come il padre, al mattino presto anche Levino si reca al mercato ittico, assieme al figlio Andrea, per selezionare e acquistare il miglior pescato quotidiano.

Il locale è diventato subito famoso anche tra i vip abruzzesi che hanno fatto successo a Milano, come Aberto Leonardis, che con il Gruppo Sae in pochi anni si è affermato come uno dei più importanti player dell’editoria in Italia, acquisendo i quotidiani Il Tirreno, La Nuova Sardegna, Gazzetta di Reggio, Gazzetta di Modena, La Nuova Ferrara, La Provincia Pavese e Paese Sera, a parte la Nuova Sardegna, a cui si aggiungono a Mamme Magazine ed ErasMag e infine Next Different, società di comunicazione integrata. Oltre all’ultimo arrivato, Abruzzo daily. Ed ancora il direttore generale dell’Istituto Besta Angelo Cordone, il professor Vincenzo Salini, primario di Ortopedia al San Raffaele,  l’amministratore delegato di BMW Italia Massimiliano De Silvestro.

“Abbiamo lasciato il luogo dell’infanzia per provare a portare i sapori della nostra terra in Lombardia. Uno dei miei figli, Andrea, ha fatto una prima esperienza alla Langosteria, uno dei ristoranti più famosi qui a Milano. Ho visto che era bravo e allora abbiamo deciso di aprire”, spiega Levino ad Abruzzo daily, da pochi giorni on line, nuova testata del gruppo Sae.

“Abbiamo il pesce che arriva fresco direttamente da Ortona, oltre a quello che, freschissimo, si trova a Milano, le proposte dei piatti si rifanno a quella che è la nostra tradizione familiare che abbiamo ereditata da nostro padre”, aggiunge l’imprenditore.

“In un ambiente unico e ristrutturato in stile eclettico, si rivive un angolo d’Abruzzo. La location ricorda, nei toni caldi dei velluti e negli arredi, un salotto, come quelli in cui amavano incontrarsi i protagonisti del cosiddetto Rinascimento Abruzzese”, si legge nella presentazione del ristorante.

Tra i piatti iconici non potevano mancare i “tacconcini alla Filippo”, ideati dal padre nel 1970, in occasione di un concorso enogastronomico regionale: una pasta simile ai maltagliati, rigorosamente a mano e con acqua e farina, con sugo preparato con aglio, olio extravergine d’oliva, peperone rosso d Altino e pesce fresco. Ed ancora la “tagliatella di seppia con peperone dolce di Altino”, la “rana pescatrice alla cacciatora”, la “torta Bocconotto”.

Non solo, aggiunge Levino: “sono riuscito a inserire nel nostro menù quello che è un piatto tipico della nostra terra, rivisitato in termini di pesce: le pallotte cacio e ove. Un classico che più classico non si può. Rinnovate, lavorate in un certo modo ma che conservano i sapori della nostra terra”.

A detta dell’autorevole Gambero Rosso, da non perdere a Levino, assieme alle tartare, al pescato del giorno e al fritto misto, piatti anche più elaborati come la vellutata di fave, julienne di calamari al vapore, ricotta salata e crumble aromatico e le linguine con vongole e asparagi al profumo di limone”.