TERAMO – Una 35enne di Teramo è stata truffata da un coetaneo della Basilicata che si è spacciato per un cuoco teramano. In realtà non lavora, ha precedenti penali, all’epoca dei fatti viveva in una casa d’accoglienza della Basilicata e da qualche mese è in carcere a Matera per scontare una condanna definitiva per altri reati. Lo riporta il Centro evidenziando che si tratta di una truffa a sfondo sentimentale anche se ancora tutta da dimostrare in aula.
Ieri è stato rinviato a giudizio con le accuse di truffa e tentata estorsione perché quando lei all’ennesima richiesta di soldi gli ha detto che non avrebbe dato niente lui ha preannunciato di denunciarla per minacce di morte. Nell’aula del gup Marco Procaccini l’uomo è comparso in videocollegamento dal carcere. La donna, che ha avuto il coraggio di denunciare, si è costituita parte civile rappresentata dall’avvocata Elena Ranalli.
L’uomo con finto profilo Instagram in cui si descrive come cuoco avvicina la donna che vive una difficile situazione familiare e quindi si trova in una condizione particolarmente vulnerabile. I due cominciano a sentirsi ma senza vedersi mai. A ogni richiesta di incontro di lei il finto cuoco inventa scuse di impegni lavorativi. Nel frattempo cominciano le richieste di denaro. Lui di volta in volta le dice di non aver ricevuto ancora lo stipendio e quindi di aver bisogno di soldi per una bolletta, per una spesa improvvisa: lei fa ricariche su una Postepay intestata all’uomo con piccole somme che in un mese diventano mille euro.
All’ennesima richiesta, questa volta di 200 euro, lei dice di no. A questo punto l’uomo minaccia di denunciarla accusandola di averlo minacciato di morte. Lei si arma di coraggio e lo denuncia ai carabinieri che fanno scattare le indagini.





