SPOLTORE- “A un anno e mezzo dalla data istitutiva della nuova città, prevista per il primo gennaio 2027, crescono le preoccupazioni e anche i malumori della gente rispetto a questo processo di fusione. Man mano che i cittadini toccano la realtà dei servizi associati e, quindi, vedono un processo che sta diventando realtà, chiaramente le preoccupazioni sono tante e aumentano”. Lo afferma la sindaca di Spoltore, Chiara Trulli, a proposito dell’iter di creazione di Nuova Pescara, la città che nascerà nel 2027, frutto della fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore.
In un’intervista all’ANSA, la prima cittadina si sofferma sulle difficoltà riscontrate nel processo di fusione dei servizi: “Se le funzioni semplici associate fino ad ora stentano a decollare – dice – cosa accadrà quando andremo sui servizi più importanti? La domanda che ci dobbiamo porre è questa: se nel 2023 abbiamo deciso i cinque servizi da associare nel 2024 e quei servizi ancora stentano a decollare, se nel 2024 abbiamo individuato altri cinque servizi, semplici, da associare nel 2025 e oggi stiamo vedendo le difficoltà, quando andremo sui servizi che si ripercuotono direttamente sul cittadino, dove per esempio l’elemento del rapporto di vicinanza con la gente è fondamentale, che risposte daremo?”. Proprio per questo, rispetto alle ipotesi di rinvio al 2029 di cui pure si parla in questi giorni, la sindaca spiega “abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo un incontro e ragioneremo sul da farsi”.
Se a Spoltore, insieme a Montesilvano, si registrano forti resistenze rispetto a Nuova Pescara, Trulli sottolinea “i ragionamenti che noi facciamo prescindono assolutamente da questioni campanilistiche e non siamo attaccati alle poltrone. Oltre a voler difendere le nostre radici, la nostra storia e la nostra memoria – osserva – il punto, attualmente, è un altro, e cioè l’attuale governance della città di Spoltore e quello che sarà un esercizio associato di funzioni molto complesse nei prossimi anni. Una situazione che, per i cittadini di Spoltore, potrebbe portare a disservizi piuttosto che a benefici se questa fusione non verrà gestita nella maniera più giusta. Non siamo contrari a prescindere alla fusione, ma stiamo registrando delle criticità legate al modus operandi di questo processo di fusione, che manca di una progettualità”. “Se si considera che il livello di tassazione a Spoltore è tra i più bassi d’Abruzzo e che la nostra Tari è inferiore di oltre la metà rispetto a quelle di Pescara e Montesilvano, mi sembra chiaro che il cittadino di Spoltore le convenienze non le vede. Il cittadino vede solo tanti costi, ma ad oggi – conclude Chiara Trulli – non si vedono i benefici perché manca un progetto di fusione che renda il progetto più appetibile”.





