​L’AQUILA – “Sarebbe molto bello se Leone XIV venisse qui a L’Aquila, città che già conosce, per via della famiglia agostiniana. Celestino V è del resto il papa del perdono, papa Francesco ha definito la basilica di Collemaggio il Tempio della riconciliazione e la nostra città Capitale del perdono. L’invocazione della pace espressa ripetutamente ieri dal nuovo pontefice, è naturalmente connessa a quella del perdono, senza cui non c’è pace”.

A parlare, contattato da Abruzzoweb, è don Claudio Tracanna, parroco del comune di Pizzoli, nella diocesi dell’Aquila, responsabile dell’ufficio comunicazioni sociali della Curia, all’indomani dell’elezione del cardinale americano Robert Francis Prevost a 267esimo sommo pontefice della Chiesa cattolica.

Tra i cardinali elettori del conclave, c’era anche l’ex arcivescovo metropolita dell’Aquila, Giuseppe Petrocchi, e rivela don Tracanna, “l’ho sentito fino al giorno prima del conclave, ovvero martedì. Oggi ancora no, ma del resto hanno avuto la messa con il Santo Padre e fino a ieri sera ovviamente erano isolati dal mondo. Quello che ci ha detto ripetutamente è stato però di pregare per lui e per tutti gli elettori, perché potessero fare la scelta giusta, secondo quella che è l’ispirazione dello Spirito Santo, quindi della volontà di Dio”.

Grande gioia e stupore, anche per ​don Tracanna, nel vedere oggi che papa Leone XIV ha scelto di indossare per la sua prima messa la casula con i simboli della Croce di Collemaggio, la basilica di riferimento della Perdonanza Celestiniana. La casula era stata donata all’Aquila a papa Francesco, e poi consegnata al cardinale Petrocchi, al termine della messa che precedette l’apertura della Porta ​santa il 28 agosto 2022, proprio in occasione della Perdonanza.

“Una scelta – sottolinea don Tracanna -, che conferma un legame tra Roma e Collemaggio, con il predecessore di Leone XIV e di Papa Francesco, ovvero san Celestino V, un legame con la Perdonanza che papa Francesco ha voluto citare nella Bolla di indizione del Giubileo in corso”.

Alla domanda, “sarà un pontificato in continuità con quello di papa Francesco?”, don Tracanna così risponde: “ogni papa nello svolgere il ministero di Pietro nella Chiesa ci mette del suo, ci mette la sua cultura, la sua preparazione, la sua spiritualità, la sua personalità, la sua fede. Certamente non ci sarà discontinuità, ma ovviamente papa Leone XIV sarà pontefice secondo quella che è la sua persona”.

.Alla domanda​: “sarà un papa progressista o conservatore?”, don Tracanna non ha dubbi​, “l’azione della Chiesa è di per sé politica, in senso lato, ampio, perché vive in mezzo agli uomini, vive nella storia degli uomini e annuncia il Vangelo in mezzo ad essi. Detto questo, però, incasellare un papa dietro ad etichette come quelle di ‘conservatore’ o ‘progressista’ lascia il tempo che trova. Ad esempio non ci si è riusciti nemmeno con papa Francesco, che semplicemente ha seguito il Vangelo, non ha rotto con la tradizione e la dottrina della Chiesa. E’ stato un papa che ha fatto quello che reputava giusto, secondo la volontà di Dio, sempre seguendo il Vangelo e non certamente la politica in senso stretto”.

​Infine la pia speranza: “Sarebbe molto bello se il papa venisse qui a L’Aquila. C’è già stato a far visita alle monache del monastero di Sant’Amico, nel post-sisma del 2009, come superiore degli Agostiniani, per vedere di che cosa avessero bisogno, in quella casetta provvisoria che era stata attrezzato all’interno del giardino del monastero. Però penso che se anche non dovesse venire, noi dobbiamo godere e fruire di quei doni che già la Chiesa ci ha fatto, perché noi abbiamo un papa, Celestino V, che è stato proclamato santo, davanti al quale ha pregato Giovanni Paolo II, santo oggi, davanti al quale c’è stato l’atto di devozione e di omaggio di Benedetto XVI e poi di papa Francesco, che ha aperto la Porta santa”