L’AQUILA – “Un centro storico senza una programmazione, che oggi vede purtroppo pochi residenti, palazzi vuoti, quartieri bloccati dai lavori, ritardi nella ricostruzione, zero botteghe, attività che chiudono, nessuna scuola prevista, pochi servizi, zero spazi sociali, nessun cinema e teatro. Così non va!”.

Con queste parole Alessandro Tettamanti, segretario del circolo del Partito democratico L’Aquila Centro annuncia per domani mercoledì 16 aprile dalle 17:45 una assemblea nello “Spazio Comune” del Circolo Pd “L’Aquila Centro”, a via Paganica 3, per il secondo incontro tematico, dopo quello sulla mobilità, dal nome, “Quale centro per L’Aquila”.

“Continuare ad elaborare insieme tutte le alternative possibili a migliorare il presente e il futuro della nostra città e quindi delle nostre vite di cittadine e cittadini – spiega Tettamanti -. A differenza del Sindaco Pierluigi Biondi però, non vogliamo arrenderci a ciò che c’è rinunciando a un’altra città possibile, vogliamo anzi disegnarla pezzo per pezzo con le nostre proposte, in modo da spingere l’attuale Amministrazione a realizzarle o a prendersi tutte le responsabilità del suo non operato”.

“Con tutti i fondi che ci sono e ci sono stati adesso avremmo potuto avere un centro vivo, popoloso ed economicamente sostenibile, invece sono state fatte scelte sbagliate in assenza di un’idea di città, quella che noi abbiamo e vogliamo continuare ad alimentare per uscire dall’angolo in cui ci troviamo – prosegue Tettamanti -. E’ il caso allora di parlarne insieme mercoledì a Via Paganica 3 con la cittadinanza, le parti sociali e politiche, i portatori d’interesse, le associazioni di categoria, ricercatori e consiglieri, per organizzarci e far convergere le forze intorno gli stessi obiettivi”.

“Non ce ne voglia l’attuale maggioranza, che a quanto pare mentre ci toglie il futuro preferirebbe avere il silenzio intorno a sé, ma noi vogliamo ravvivare quella partecipazione senza la quale non è possibile far rialzare una città dopo il terremoto del 2009 e zitti e zitte non ci stiamo e non ci staremo. Fareste meglio ad ascoltarci”, conclude Tettamanti.