PESCARA – condanniamo con fermezza l’aumento delle tariffe delle mense scolastiche, una scelta politica chiara e ingiustificata da parte della Giunta Masci. Nonostante i tentativi dell’amministrazione di minimizzare il problema, i numeri parlano chiaro: il 72% delle famiglie pescaresi si trova ora a pagare 6 euro a pasto, con un incremento che pesa sulle spalle di chi già affronta difficoltà economiche”. Lo si legge in una nota dei Giovani democratici.

“L’apertura tardiva alla possibilità di presentare nuovamente l’ISEE è la conferma di quanto denunciamo da tempo: la Giunta ha tentato di far passare questi aumenti sotto traccia, un modus operandi classico del centrodestra abruzzese scuola Marsilio, salvo poi fare marcia indietro solo davanti alla mobilitazione delle famiglie e alle proteste dell’opposizione. Ma il problema resta: il diritto alla mensa scolastica, che dovrebbe essere garantito come servizio pubblico essenziale, viene trasformato in un lusso per pochi”.

“Le dichiarazioni dell’assessora Toppetti sono smentite dai fatti: i sacrifici per le famiglie non dureranno solo tre mesi, ma continueranno con nuovi aumenti previsti per settembre. È evidente che dietro questa manovra non ci sia alcuna necessità economica, ma una precisa visione politica che penalizza chi ha più bisogno e mina il principio di solidarietà su cui si fondano i servizi pubblici.  Ribadiamo il nostro sostegno alle famiglie e la nostra ferma opposizione a questi aumenti ingiusti. Il 20 marzo, in Consiglio comunale, continueremo a far sentire la nostra voce: la mensa scolastica deve rimanere un diritto, non un privilegio per pochi.  Sosteniamo con convinzione la battaglia dei consiglieri comunali del Partito Democratico, che si stanno opponendo a questa scelta iniqua e portano avanti un impegno concreto per difendere il diritto delle famiglie pescaresi a servizi pubblici accessibili e di qualità”.