L’AQUILA – Forti critiche a Teramo per il decentramento del complesso scolastico Delfico, chiuso perché a rischio sismico da parte del Consorzio Shopping in Teramo Centro, che rappresenta una vasta parte dei piccoli imprenditori locali.
Interviene anche il Comitato Scuole Sicure Teramo che ha indirizzato una dura nota stampa al presidente della Provincia, Camillo D’Angelo, e al sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, criticando le scelte politiche in merito alla gestione delle scuole e alla situazione del Convitto.
“In relazione alle ultime notizie riguardanti la collocazione della cosiddetta “scuola Jolly” fuori dalle mura cittadine, questo Consorzio non può che sottolineare la ormai palese volontà del sindaco D’Alberto e del presidente della Provincia D’Angelo, di far morire del tutto la vita di questa città. Come se non bastasse la continua e subdola cancellazione graduale di ogni stallo gratuito che consenta una minima possibilità di accesso in centro, come se non bastassero la follia dei cordoli di via Po, il ritardo nella ricostruzione post-sisma e lavori incompleti e malfatti, ora, anche il decentramento di un complesso scolastico di molte centinaia di studenti, ai danni di piccole attività che di quegli studenti e dell’indotto ad essi collegati basavano la loro sopravvivenza”, si legge nella nota.
Il Consorzio si chiede, inoltre, “come è mai possibile prendere a schiaffi i desideri della quasi totalità dei teramani, in questo caso per quanto riguarda la collocazione della scuola Jolly. Studenti, professori, imprenditori e genitori di migliaia di ragazzi hanno le idee fin troppo chiare sul da farsi, cosa che pare invece non abbiano le istituzioni che li rappresentano e nelle quali avevano riposto fiducia. Il Consorzio si farà carico e appoggerà d’ora in poi tutte le iniziative in proposito, da qualsiasi parte provengono e senza distinzione di colore politico o appartenenza”.
A sua volta il Comitato Scuole Sicure Teramo sottolinea che, nonostante i ripetuti tentativi di dialogo e le proposte di soluzioni per il futuro del Delfico, ogni azione delle istituzioni ha portato a “tentennamenti” e “finti dissensi politici”, con l’intenzione di spostare gli studenti alla Cona, una proposta che, secondo il comitato, non risolverebbe i problemi, ma sarebbe solo un “ulteriore spreco di soldi”. Il rifiuto di spazi in centro e le proposte di trasferimenti lontano dalla città vengono definiti come un attacco al cuore commerciale e sociale del centro storico, ormai in grave difficoltà.
Il comitato denuncia anche il danno causato al commercio locale e la crescente insicurezza del centro, evidenziando come le decisioni prese abbiano contribuito a svuotare la zona, aumentando l’abbandono e l’incertezza. “Il centro non è più vivo”, scrivono, accusando la giunta di essere “cieca e sorda” di fronte alle necessità della città.
Inoltre, il comitato solleva una serie di domande alle autorità locali, chiedendo spiegazioni sui ritardi nelle perizie tecniche necessarie per il Convitto, sul rifiuto di un progetto per lo stadio e sull’infondatezza delle dichiarazioni riguardo agli indici di vulnerabilità delle scuole comunali. Le accuse si concentrano anche sulla presunta mancanza di trasparenza e sulla presunzione politica, con un appello per un cambio di approccio nelle decisioni.
Infine, il Comitato Scuole Sicure Teramo ribadisce il suo impegno nel sostenere ogni iniziativa volta a salvaguardare il futuro del Delfico, promuovendo il rispetto per ogni persona coinvolta nella vicenda e per il diritto degli studenti e delle famiglie di vedere realizzate soluzioni concrete. Concludono con un’accusa severa: la vera emergenza, per loro, è avere politici “impreparati e bugiardi” al comando, responsabili della “lenta scomparsa” della città.




