L’AQUILA – “Segreto di questo importante riconoscimento è stata la costanza e il dedicarsi a 360 gradi alle esigenze del cliente, il non esserci buttati a capofitto sul super bonus, tenendo fermo il nostro core business, che è quello dei lavori pubblici. E poi soprattutto gli insegnamenti di mio padre, ovvero l’essere tenace, il non mollare mai, ed essere seri e affidabili, sia nel lavoro, che nella vita quotidiana”.

Un filo teso tra il passato e il futuro, questa la traiettoria imprenditoriale, ed umana, del gruppo Circi dell’Aquila, che opera nel settore delle costruzioni, nelle parole del suo amministratore, il 46enne Valerio Circi,  che assieme al fratello e socio, il 50enne Palmantino Circi, e ai 150 dipendenti, festeggia in questi giorni l’ottimo 83° posto per la Gi.do.gi., una delle società della holding, nella classifica “Leader della crescita 2025”, stilata dal Il Sole 24 ore, e che annovera le prime 500 imprese in Italia per l’incremento dei ricavi nel triennio 2020-2023.

In particolare la Gi.do.gi. ha registrato una impetuosa crescita del 93,39% passando dai 1.491.000 euro del 202o ai 10.786.000 euro del 2023. Preceduta in Abruzzo, nel settore delle costruzioni, solo dalla Coccia Vincenzo S.r.l.,  del gruppo Coccia costruzioni di Mosciano Sant’Angelo, dei   fratelli Orazio Coccia e Fabio Coccia,  al 26° posto, e dall’aquilana Fratelli Ettore & Carlo Barattelli, impresa dell’ex presidente dell’Ance provinciale, Ettore Barattelli,  al 68° posto.

La consacrazione, questo risultato, dell’impresa fondata dal padre Donato Circi, scomparso nel maggio del 2021, sindaco del comune aquilano di Cagnano Amiterno, dal 2010 al 2015, e che diede vita alla Gi.do.gi. nel 1981, con sede nel suo amato paese, dopo essere stato cinque anni in Siria come capocantiere con ben 300 operai da gestire, a realizzare strade per l’impresa Vittorini.

“Questo è solo l’inizio – confida Valerio – probabilmente altre due nostre società entreranno in questa classifica, la Gc appalti, l’anno prossimo, e tra un paio d’anni anche la capofila Circi spa”.

“Per fare impresa ci vuole costanza, seguire con attenzione le commesse dedicarsi a 360 gradi alle esigenze del cliente da questo punto di vista ad aiutarci è l’avere un nostro interno una ottima struttura ingegneristica, un connubio che ci consente di prevenire anticipare qualsiasi problematica che si può presentare in fase di cantiere”, aggiunge Valerio Circi.

Ad oggi la sua impresa lavora oltre che in Abruzzo anche nel Lazio e Lombardia ed Emilia.
In questi mesi è impegnata ad esempio nel realizzare nell’ambito delle opere in vista del giubileo nella riqualificazione di via Ottaviano, via Risorgimento, via del Gelsomino e del sottopasso Gregorio VII a Roma, per un importo di circa 6 milioni di euro, nella ristrutturazione di fabbricati a servizio della metropolitana di Milano per 15 milioni di euro, della ristrutturazione del mercato coperto di Teramo, per 9 milioni di appalto,  e dell’ospedale di Popoli, per 6 milioni. A breve partiranno in cantieri dell’ex calzificio Torrieri a Lanciano, e i lavori all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, per la riqualificazione dei padiglioni L4 ed L5, per circa 4 milioni di euro.

“Devo gran parte di questo successo a mio padre – confida dunque Valerio Circi -. È lui che mi ha insegnato ad essere tenace, a non mollare mai, ed essere serio e affidabile, ed avere rispetto delle persone, in tutto quello che si fa, sia in ambito lavorativo che nella vita quotidiana”.

Motivo di vanto del risultato ottenuto nella classifica del sole 24 ore e poi che il gruppo Circi ha quasi raddoppiato i ricavi, pur avendo fatto in questi ultimi anni un ricorso molto limitato del superbonus, che ha gonfiato enormemente i bilanci di molte imprese edili, comprese quelle in classifica, ed ora però fortemente ridimensionato dal governo di Giorgia Meloni.

“La nostra fortuna per così dire è stata proprio quella di non aver modificato il nostro core business per buttarci a capofitto nel superbonus, abbiamo continuato a dedicarci agli appalti pubblici, che hanno sì avuto dei problemi dovuti al caro materiali e dei costi energetici, ma ci siamo comunque messi al riparo dal cambio di normativa relativa al super bonus che ha penalizzato ed anche messo in crisi molte altre aziende”.

Lavori pubblici che con il nuovo codice degli appalti spiega ancora Valerio Circi, “da una parte  hanno assistito una eccessiva discrezionalità nell’affidare appalti in modo diretto, e molto spesso chi ha conoscenze e un rapporto di fiducia con l’amministrazione stazione appaltante è avvantaggiato. Dall’altro lato però il nuovo codice ha dato delle opportunità in più alle aziende come le nostre che sono strutturate per lavorare con il pubblico, visto che ora ci sono molte più gare con offerte con proposte migliorative dal punto di vista progettuale, e noi da questo punto di vista siamo molto competitivi proprio perché abbiamo al nostro interno studi di ingegneria.
Inoltre il Codice ha introdotto delle premialità di cui noi possiamo godere come ad esempio quello della certificazione del rapporto di genere, in amministrazione ma anche nel restauro”.

Ultimo motivo di vanto per Valerio Circi, è che “nella nostra impresa gli infortuni sono stati pochissimi, al di sotto della media e del livello fisiologico, e questo grazie all’attenzione maniacale per la prevenzione, e alla costante formazione professionale. Punto di forza è anche di avere personale giovane e fortemente motivato, che ha voglia di crescere assieme alla società. E dunque è a loro che va il il mio più caloroso ringraziamento”.