L’AQUILA – L’Aquila come una fiorente piazza di spaccio della droga, in particolare cocaina, che garantiva ricavi per 2 milioni di euro, con cessioni a 650 consumatori censiti. E con protagonista una banda di macedoni ed albanesi ma anche di italiani, di cui ora 26 sono stati colpiti da ordine di custodia cautelare oltre a una decina di indagati.
Sono alcuni dei dati forniti nella conferenza stampa in Questura di L’Aquila, dal Procuratore della Repubblica, Alberto Sgambati. Dopo che dalle prime ore di stamane, la Polizia di Stato ha condotto un’operazione volta a smantellare un’associazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Presenti anche il questore Enrico De Simone, il capo della squadra Mobile, Roberta Cicchetti e il pm che ha coordinato le indagini Roberta D’Avolio.
In particolare, i poliziotti della Sezione investigativa del Servizio Centrale Operativo e della locale Squadra Mobile hanno eseguito 26 misure cautelari in carcere, e con una raffica di perquisizioni nei confronti di cittadini stranieri e italiani, indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.
“E’ una inchiesta durata due anni, e lo sottolineo, perché vogliamo far sapere alla gente quanto lavora la polizia contro la criminalità detto Sgambati. “Questa operazione dimostra come chi viene all’Aquila per delinquere trova pane per i suoi denti”, ha aggiunto il questore.
Il capo della mobile ha precisato che le piazze di spaccio erano in centro storico, area castello, ma anche la zona di Pile.





