L’AQUILA – Sono accusati di aver fatto scorrere fiumi di cocaina e hascisc nell’aquilano e ora in 27 rischiano il processo dopo che il gup del tribunale dell’Aquila Cristian Corbi ha fissato l’udienza preliminare per il 26 novembre.

Gli accordi per lo smercio avvenivano tramite Telegram, Messenger, Whatsapp e altri social a prezzi neanche troppo popolari visto che dagli atti della polizia si constatano compravendite anche di 50 euro per 0,4 grammi di cocaina e ci sono casi in cui un assuntore ha pagato fino a 500 euro per un quantitativo ovviamente maggiore.

Ma questo rende l’idea di come il mercato tiri. Ci sono episodi di consegne fatte a domicilio, come una sorta di deliveroo,  ma anche di droga lasciata nella cassetta delle Poste. E’ anche capitato, durante le indagini, di intercettare una spacciatrice che aveva nascosto della droga nel reggiseno. Come pure si è verificato a Ocre che uno spacciatore stava per investire  un agente al posto di blocco che si è salvato solo per la sua prontezza di riflessi.

Questi gli imputati, italiani e stranieri  che sono chiamati in causa, a vario titolo, per lo spaccio, con sospetti tutti da provare dal pm Guido Cocco. Si tratta di Salvatore Moreci, Dorian Biba, Kujtym Mustafi, Klajdi Belaj, Lulezim Belaj,  Luca Soccorsi, Andrea Marinangeli, Alexandru Costantin Covaci, El Mati Ettalhaouy, Abdellah Elhasbi, Irfan Suleiman, Franco Marra, Enzo Gargivolo, Rosetta Cirelli,  Abdelgawad Gaballa, Mohamed Abdo Ahmed, Mohamed Khidhr, Mujadin Dashi, Alesio Xhafa, Daniela Tala, Ervin Shahaj, Mateo Isufaj, Hristo Konomi, Stefano Valente, Giuseppe Ughetto Cavatassi, Roberta Rossi, Michela Marchetti. Il solo Marra è accusato di resistenza a pubblico ufficiale per il mancato investimento del poliziotto.

Sono difesi da un esercito di avvocati: Paola Bellisari, Roberto Tinari, Monica Badia, Fabrizio Giancarli, Sonia Giallonardo, Francesca Caccia, Massimo Manieri, Fabio Alessandroni, Francesco Valentini, Leone Di Giannantonio, Pasquale Milo, Chiara Marra, Gianluigi Amoroso, Gaetano Petrilli, Mauro Ceci, Eleonora Chiaramonti.