L’AQUILA – Non bastava il traffico a senso unico alternato sul traforo nel traforo del Gran Sasso: a causa della presenza di detriti in carreggiata, in traffico è stato temporaneamente bloccato, in entrambe le direzioni, sulla strada statale 80 “Del Gran Sasso d’Italia”, all’altezza di Crognaleto. Ovvero sull’unica strada alternativa tra il versante aquilano e quello teramano, rispetto alla A24 e al traforo.

Duro il commento del consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci.

“Quello che è accaduto oggi sulla SS.80, unita all’elevato numero di cantieri presenti (9 con 8 semafori ) è l’ennesima dimostrazione che è mancata totalmente la cabina di regia da parte della Regione Abruzzo che sapendo la notizia da Aprile (per ammissione dello stesso Caputi) non ha messo intorno a un tavolo Anas, Strada dei parchi, il gestore dell’autostrada A14, i sindaci dell’Aquila e di Teramo, i commissari e tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda. Nel ringraziare comunque l’ingegner Marasco e il personale Anas per la solerzia con la quale sono intervenuti, resta il tema dell’isolamento dei comuni di montagna del Teramano e dell’Aquilano dei due versanti del Gran Sasso inaccettabile dopo sei anni di governo Marsilio”.

“Al netto delle responsabilità degli Assessori regionali che ci sono e andranno chiarite pubblicamente, anche attraverso assunzioni di responsabilità da chi della Giunta Regionale aveva il dovere di sovrintendere e non lo ha fatto, è urgente la riapertura del traforo del Gran Sasso a doppio senso di marcia e riferire ciò che sta accadendo nella commissione di domani come da mia richiesta da diverso tempo. Restano tutte le perplessità sui lavori e sull’esigenza di spendere la mole di risorse economiche concentrate sulla nostra montagna già fin troppo martoriata negli ultimi cinquant’anni con conseguenze sulla qualità dell’acqua nel serbatoio d’acqua più grande del CentroSud. Stigmatizzo anche la gestione della comunicazione da parte di Regione Abruzzo e dei commissari che è ai limiti del dilettantismo e della superficialità”.